Rapina in banca con la Porsche della madre, giovane condannato

Pena di 36 mesi al 31enne che ha rapinato una banca a Sursee nell'autunno del 2024.
LUCERNA - Ha usato l'auto della madre - una Porsche - per raggiungere la banca dove aveva fatto il tirocinio, ha intimorito la cassiera con un biglietto in cui faceva credere di avere una pistola e un ostaggio, ed è fuggito con diverse decine di migliaia di franchi. Non è finita bene: è stato condannato dal tribunale penale di Lucerna a una pena di 36 mesi, di cui 6 da scontare.
Stando alla sentenza pubblicata oggi, il 31enne in questione - cittadino svizzero - è stato giudicato colpevole di estorsione, tentata truffa, falsità in documenti e sviamento della giustizia. La decisione è già passata in giudicato: l'imputato ha accettato la richiesta di condanna del ministero pubblico, consentendo così la procedura abbreviata.
Secondo l'atto d'accusa, nell'autunno 2024 il giovane era partito da casa sua con la Porsche della madre, in direzione di Sursee (LU). Aveva parcheggiato la vettura sportiva nei pressi di una scuola, quindi si era recato alla locale filiale bancaria in cui aveva svolto il suo apprendistato. Con il volto coperto da occhiali da sole e cappuccio, aveva richiesto 50'000 franchi, lasciando intendere di essere armato e di avere una persona in ostaggio nell'auto.
Dopo aver ottenuto il denaro era fuggito. Aveva cambiato automobile e abiti, si era rasato la barba e, durante il rifornimento di carburante al secondo veicolo aveva finto di non avere abbastanza soldi con sé. Nonostante i tentativi di depistaggio, la polizia lo aveva però arrestato poche ore dopo il colpo, grazie alle immagini delle telecamere interne della banca che ne avevano ripreso il volto.
Pochi giorni prima della rapina l'uomo aveva tentato di ottenere denaro con una frode assicurativa, denunciando falsamente alla polizia e all'assicurazione il furto di due costose e-bike della sua compagna. L'accusa ha sottolineato che l'imputato era gravato da debiti elevati e conduceva uno "stile di vita dispendioso". La parziale sospensione della pena è stata concessa in considerazione del fatto che era incensurato e che ha mostrato pentimento.



