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VALLESE

Gastrovalais si oppone a misure antincendio più severe: «Fa male al cuore»

Per l’associazione di categoria le norme in vigore sono già sufficienti. Un boccone amaro per il padre di una vittima della tragedia di Crans-Montana: «Non si dimentichi che 41 persone hanno perso la vita».
AFP
Fonte Blick
Gastrovalais si oppone a misure antincendio più severe: «Fa male al cuore»
Per l’associazione di categoria le norme in vigore sono già sufficienti. Un boccone amaro per il padre di una vittima della tragedia di Crans-Montana: «Non si dimentichi che 41 persone hanno perso la vita».

SION - Si accende il dibattito in Vallese. Dopo la tragedia di Crans-Montana Gastrovalais si è fatta avanti e ha preso posizione contro un inasprimento delle norme antincendio. Lo rivela il Blick.

L’associazione di categoria del settore alberghiero e della ristorazione, nello specifico, ha inviato un’email a tutti i deputati del Gran Consiglio vallesano in vista della sessione parlamentare della prossima settimana. 

Nella lettera il presidente di Gastrovalais André Roduit e il direttore Stève Delasoie scrivono che «un evento tragico non deve essere né minimizzato né strumentalizzato per far credere che l’attuale quadro legale sia incompleto. In materia di sicurezza antincendio, il Vallese dispone già di un sistema denso e strutturato».

Per Gastrovalais, «la legge esistente e la relativa ordinanza stabiliscono chiaramente quali direttive devono essere rispettate e chi è responsabile di cosa» e il tutto deve restare economicamente sostenibile per gli esercizi pubblici. Basterebbe quindi assicurarsi che le regole già in vigore vengano rispettate: «Ciò che è decisivo è che le regole esistenti siano applicate in modo coerente e uniforme». 

Il padre di una delle vittime di Crans-Montana, però, non ci sta. «Fa male al cuore. Non si tratta di leggi e statistiche, ma di ragazzi che sono morti», commenta su richiesta del Blick. «Si vede bene che il sistema non funziona! E anche se così fosse, le leggi devono essere adattate!». 

L’uomo osserva inoltre che le lacune riscontrate al Constellation non sono un unicum e che altri ristoranti e hotel sono risultati non conformi alle norme. «Il fatto che esista un quadro legale non significa necessariamente che sia sufficiente», aggiunge. «Spero che i politici ne siano consapevoli e che non dimentichino che 41 persone hanno perso la vita».

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