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SVIZZERA

Epstein e la Svizzera: le autorità stanno indagando?

La pubblicazione dei documenti legati al finanziere deceduto ha fatto diventare la vicenda di risonanza mondiale. Secondo gli esperti, è probabile che qualcuno voglia vederci chiaro
AFP
Fonte 20min
Epstein e la Svizzera: le autorità stanno indagando?
La pubblicazione dei documenti legati al finanziere deceduto ha fatto diventare la vicenda di risonanza mondiale. Secondo gli esperti, è probabile che qualcuno voglia vederci chiaro

BERNA - Continuano a emergere nuovi dettagli nel caso di Jeffrey Epstein: in tutto il mondo, persone di spicco risultano coinvolte in varia misura con il controverso personaggio. Dai documenti pubblicati emergono legami con la Svizzera. Secondo un’indagine del Blick, il finanziere condannato per reati sessuali era in contatto con almeno cinque donne elvetiche, tra cui Karyna Shuliak, all’epoca fidanzata del miliardario. Per lei Epstein pagò dei corsi a Montreux.

Mentre altrove sono in corso indagini, ufficialmente, in Svizzera non si conoscono tali iniziative. Alla domanda del SonntagsBlick, la Procura zurighese afferma di seguire con attenzione la copertura mediatica della vicenda. Un’indagine viene avviata solo quando vi sono indizi concreti di un reato di propria competenza, che deve essere perseguito d’ufficio. Su casi specifici, l’autorità non si esprime, perché ciò potrebbe «mettere in pericolo eventuali indagini».

La Svizzera indaga? - Jonas Weber, professore di diritto penale e criminologia all’Università di Berna, ha affermato al SonntagsBlick che, allo stato attuale dei fatti, non vi sono sufficienti elementi per avviare indagini in merito a un presunto traffico di esseri umani dalla Svizzera. Ad esempio, una cittadina russa è accusata di aver inviato a Epstein delle foto di giovani donne dalla Svizzera. Tuttavia il semplice inoltro non è punibile, spiega Weber. L'esperto ritiene improbabile che la giustizia svizzera avvii un procedimento penale autonomamente. Né il Ministero pubblico della Confederazione, né la Fedpol hanno finora agito sulla questione.

Verifiche sono probabili - Al contempo, Weber spiega che è probabile che la giustizia penale stia effettuando le cosiddette "verifiche dei fatti". Queste dovrebbero chiarire se vi siano sospetti di reato. Questa ipotesi è condivisa anche da Alexander Ott, che da decenni si occupa di tratta di esseri umani. La grande difficoltà, secondo lui, è che tutte le indagini sono molto complesse. È indispensabile una testimonianza della vittima e bisogna poter ricostruire l’intera struttura della rete criminale. Solo quando tutto ciò è disponibile, si può procedere più a fondo.

Pressioni dalla politica - Secondo 24heures, il consigliere nazionale socialista vodese Benoît Gaillard intende porre alcune domande al Consiglio federale nella prossima sessione in relazione al caso Epstein. Serve, a suo parere, un segnale politico. Si chiede: «La Svizzera viene menzionata più volte nei dossier Epstein. Il Ministero pubblico della Confederazione e la Fedpol non dovrebbero essere proattivi e indagare autonomamente sugli aspetti svizzeri?».

Diversa è l’opinione del consigliere nazionale vallesano PLR Philippe Nantermod, che non vede motivi per cui si dovrebbe indagare in Svizzera. Secondo lui, le energie delle autorità investigative dovrebbero essere impiegate altrove, visto il limitato numero di risorse disponibili. «Attualmente non sembrano esserci indizi sufficienti per avviare un’indagine», afferma anche il politico UDC bernese Manfred Bühler a 24heures. A suo avviso, sarebbe «una perdita di tempo» se le autorità dovessero esaminare più di tre milioni di documenti alla ricerca di collegamenti con la Svizzera.

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