Dazi, accordo con gli USA «sostanzialmente raggiunto»

L'aliquota tariffaria verrà ridotta al 15%. Il Consiglio federale si esprimerà alle 16.30
WASHINGTON - Stati Uniti e Svizzera hanno «sostanzialmente» raggiunto un accordo sui dazi, ha dichiarato a Bloomberg il rappresentante al commercio statunitense Jamieson Greer.
La Casa Bianca prevede di pubblicare i dettagli sul proprio sito web venerdì. Greer ha affermato che l'attuale aliquota tariffaria del 39% sarà ridotta al 15%. La Svizzera si è impegnata a investire 200 miliardi di dollari negli Stati Uniti.
La Svizzera «sposterà gran parte della produzione negli Stati Uniti: prodotti farmaceutici, fonderia d'oro, attrezzature ferroviarie», ha affermato Greer. «Siamo davvero entusiasti di questo accordo e di ciò che significa per l'industria manifatturiera americana». La Svizzera si è anche impegnata ad acquistare più aerei dalla compagnia Boeing, ha aggiunto Greer.
Successo dei negoziati, trovata soluzione tra Svizzera e USA, i dazi scendono al 15 %. Grazie al Presidente Trump @POTUS per l’impegno costruttivo. Buon incontro @USTradeRep con l’ambasciatore J. Greer. Il Consiglio federale comunicherà oggi alle 16:00.🇨🇭🤝🇺🇸
— Bundesrat • Conseil fédéral • Consiglio federale (@BR_Sprecher) November 14, 2025
«Impegno costruttivo» - Il Consiglio federale ha confermato il raggiungimento dell'accordo doganale e ha ringraziato Donald Trump per «l'impegno costruttivo». Un punto stampa nel quale verranno svelate ulteriori informazioni, inizialmente previsto per le 16, è slittato alle 16.30.
Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), si è recato ieri a Washington dove ha avuto colloqui in particolare con il rappresentante della Casa Bianca per il commercio Jamieson Greer. «Abbiamo avuto una discussione molto positiva e siamo riusciti a chiarire quasi tutti i punti», ha detto stamani alla radio svizzero tedesca SRF il consigliere federale.
«Gli scambi sono stati molto positivi», ha dichiarato dal canto suo alla stampa un alto funzionario americano che ha partecipato all'incontro tra i due uomini, citato dall'agenzia di stampa France-Presse. Dal canto suo Greer, commentando ai microfoni della CNBC l'accordo sui dazi trovato con Berna, si è detto «molto felice».
Greer ha sottolineato l'importanza dell'intesa per l'industria americana. Ha in particolare parlato di «molti» prodotti farmaceutici, oro ed equipaggiamenti ferroviari che la Svizzera invierà negli Stati Uniti.
Le prime reazioni - Secondo il consigliere nazionale Damien Cottier (PLR/NE), la riduzione dal 39% al 15% dei dazi imposti dagli Stati Uniti a un numero elevato di merci elvetiche rappresenta un «successo intermedio» per il Governo, pur trattandosi di una tariffa ancora eccessiva. «Un'aliquota del 15% rimane molto elevata, ma è ovviamente molto meglio del problematico 39% che gravava sulle nostre PMI, sulle nostre imprese e sui nostri posti di lavoro», scrive il politico neocastellano su X, dopo l'annuncio dell'Esecutivo sull'intesa trovata tra Berna e Washington nella complessa questione dei dazi doganali.
«Bisognerà continuare a negoziare per ridurre ulteriormente questa aliquota - aggiunge Cottier - Ma comunque complimenti al Consiglio federale per questo successo intermedio, che dovrà essere analizzato nel dettaglio». Secondo Cottier sarà quindi ora necessario proseguire i negoziati con gli USA per ottenere un'ulteriore riduzione.
Le parole di COmmercio Svizzera - L'associazione di categoria Commercio Svizzera si mostra molto soddisfatta dell'accordo sui dazi con gli USA. «La soluzione è un segnale importante per la piazza commerciale svizzera e porta la tanto necessaria sicurezza di pianificazione per l'economia».
L'accordo impedisce ulteriori oneri per le imprese svizzere e garantisce la competitività internazionale della piazza economica elvetica, scrive l'associazione in una nota. «Siamo molto lieti dell'intesa. Essa è di grande importanza per l'economia svizzera», dichiara il direttore Kaspar Engeli citato nel comunicato. «Il nostro ringraziamento va al Consiglio federale e a tutti gli enti coinvolti».
Per un paese piccolo e altamente interconnesso come la Svizzera, relazioni commerciali affidabili, eque e stabili sono essenziali. Le esperienze più recenti confermano che un accesso funzionante al mercato globale non è scontato. «Barriere commerciali, tensioni geopolitiche e tendenze protezionistiche possono causare grandi danni economici».
Le parole della Federazione orologeria - L'accordo trovato fra Berna e Washington sui dazi doganali è «una notizia molto buona e un sollievo», ha detto all'agenzia finanziaria AWP Yves Bugmann, presidente della Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH).
«Passare al 15% (di dazi, ndr.) ci garantisce un po' più di sicurezza dopo l'ondata di incertezza portata dal 39%», ha aggiunto. «Gli Stati Uniti restano un mercato importante con molto potenziale. Ora potremmo sfruttarlo meglio con i nostri marchi». Gli Usa rappresentano quasi il 20% degli export di orologi.
Bugmann ha precisato di attendere i dettagli che verranno esposti dal Consiglio federale per valutare il futuro andamento degli affari.



