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SVIZZERA
25.01.2022 - 14:010
Aggiornamento : 18:28

«Uno svizzero su dieci ha contratto il virus nell'ultima settimana»

Gli esperti della Confederazione fanno il punto della situazione. E frenano gli entusiasmi su una fine delle restrizioni

Nonostante l'ondata di infezioni portata da Omicron, il sistema ospedaliero non è però stato messo in crisi.

BERNA - Contagi sempre alle stelle in Svizzera. Il record assoluto di casi in 24 ore risale infatti solamente a giovedì. Ma la situazione ospedaliera si mantiene stabile e i decessi contenuti. E mentre il ministro della sanità Alain Berset ha iniziato a parlare di una fine, non molto lontana, del certificato Covid, le organizzazioni economiche e parte della destra scalpitano per un'abolizione delle restrizioni. Cosa ne pensano gli esperti?

Casi sempre su - «Le infezioni giornaliere aumentano ancora. Mentre le vittime rimangono a un basso livello», esordisce Patrick Mathys, Capo della sezione Gestione delle crisi e cooperazione internazionale dell'UFSP. La Svizzera resta comunque uno dei Paesi con il più alto tasso di infezione in Europa, sottolinea, ma i ricoveri sono da stabili a in leggero calo. Il tasso di positività si aggira intorno al 35% per i test antigenici e al 40% per i test PCR.

Stop alle restrizioni? Si rischia una nuova ondata - Secondo Mathys, è probabile che circa 100mila persone contraggano il Covid ogni giorno: «il numero di casi non tracciati è alto». E riguardo a un eventuale allentamento delle misure: «Questo porterebbe a un'ulteriore accelerazione delle infezioni». 

Meno casi tra i giovani, più tra i bambini - Prende poi la parola Urs Karrer, Vicepresidente della task force scientifica e primario della divisione Malattie infettive all'Ospedale cantonale di Winterthur. I contagi nella fascia di età 20-29 anni sono in calo, spiega, mentre per i bambini il trend è contrario.

Uno su dieci in una sola settimana - Secondo Karrer, un residente in Svizzera su dieci ha contratto il virus nell'ultima settimana. Questo potrebbe significare che il picco di Omicron potrebbe essere raggiunto nei prossimi giorni o settimane. Ogni persona che sta pensando di fare un tampone, ha una probabilità del 35% di risultare positivo. «Siamo ai limiti di capacità per quanto concerne i test», afferma Mathys. 

Mancanza di personale - Per quanto riguarda invece la sfera economica e le quarantene, «tra il 30 e il 45% delle aziende afferma che la carenza di personale rappresenta un problema per loro», spiega Jan-Egbert Sturm, Vicepresidente Task force scientifica Covid-19 e professore all'ETH di Zurigo. Le perdite in termini di vendite, per le aziende, sono invece stimate intorno all'1%: «L'economia sta reggendo abbastanza bene», afferma Sturm.

È il momento delle domande dei media

Le misure dovrebbero essere revocate? Lo chiedono ormai in tanti. 
«Non abbiamo ancora raggiunto il picco di questa ondata», afferma Karrer. «Rilassare le restrizioni troppo presto, come richiesto dalle organizzazioni economiche, porterebbe un danno aggiuntivo. Non sarebbe saggio». 

La vaccinazione sui bambini è iniziata da un po'. Abbiamo già riscontrato dei miglioramenti nel numero di contagi?
I bambini sono attualmente la fascia di popolazione più colpita, ammette Karrer. «Ma non hanno ancora ricevuto la seconda dose, la prima non offre una grande protezione contro Omicron».

Quanto è ancora pericolosa la variante Delta?
Secondo Karrer, il tasso di immunità della popolazione rispetto alla variante Delta è ora alto. Omicron è comunque dominante e un ritorno in pompa magna di Delta sarebbe molto sorprendente.

Niente Freedom day quindi? «Dobbiamo ancora avere pazienza», così Mathys, «sarebbe un peccato allentare le misure tre settimane troppo presto e compromettere la lotta contro la pandemia. Dobbiamo avere un piano a medio-lungo termine e pensare all'estate, all'autunno, al prossimo inverno».

Presenti alla conferenza stampa:

Patrick Mathys, Capo della sezione Gestione delle crisi e cooperazione internazionale dell'UFSP

Urs Karrer, Vicepresidente Task force scientifica Covid-19 e primario di Malattie infettive all'Ospedale cantonale di Winterthur

Jan-Egbert Sturm, Vicepresidente Task force scientifica Covid-19 e professore all'ETH di Zurigo 

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