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ZURIGO
20.12.2016 - 11:580
Aggiornamento : 21.12.2016 - 11:57

Hassan Kiko a processo per stupro

Il 28enne siriano era evaso a febbraio dal carcere di Dietlikon grazie all'aiuto della secondina Angela Magdici che si era innamorata di lui

ZURIGO - Il siriano di 28 anni che lo scorso febbraio è fuggito dalla prigione di Dietikon (ZH) con l'aiuto di una secondina compare domani davanti al Tribunale cantonale di Zurigo in relazione allo stupro di una ragazza di 16 anni.

L'uomo, arrivato in Svizzera nel 2010 e già condannato per reati a sfondo sessuale, era evaso dal carcere dove stava scontando una condanna a quattro anni inflittagli in prima istanza per gli abusi commessi su una minorenne fuori da un locale di Schlieren (ZH) nel dicembre 2014.

Al processo d'appello si è arrivati in seguito al ricorso del condannato, che ha sempre sostenuto si sia trattato di un rapporto consenziente. Per motivi legati alla protezione delle vittime di reati, pubblico e giornalisti non potranno assistere alle deposizioni della giovane donna che ha subito gli abusi.

Ancora non è chiaro se il 28enne sarà processato anche per l'evasione dal carcere di Dietikon (ZH), avvenuta nella notte fra l'8 e il 9 febbraio scorsi con l'aiuto di una secondina 32enne che si era invaghita di lui. La procura del distretto zurighese di Limmat/Albis ha richiesto a questo proposito una condanna a 6 mesi da scontare per istigazione all'aiuto all'evasione.

Alla fine di ottobre, il Tribunale distrettuale di Dietikon ha tuttavia emanato un decreto di abbandono, argomentando che in base alla giurisprudenza del Tribunale federale, una simile "istigazione all'autofavoreggiamento" non rappresenta un reato punibile. Un ricorso inoltrato dalla procura distrettuale è tuttora pendente presso il Tribunale cantonale.

Nei confronti della "secondina innamorata", la medesima procura aveva disposto in luglio il rinvio a giudizio per favoreggiamento e aiuto all'evasione di detenuti. La donna comparirà in gennaio davanti al Tribunale distrettuale di Dietikon. La pubblica accusa chiede di condannarla a una pena detentiva di 27 mesi, di cui sette da scontare.

Dopo la fuga dal carcere, il detenuto e la secondina si erano rifugiati in Italia. I Carabinieri hanno arrestato entrambi nelle prime ore del 25 marzo in un appartamento a Romano di Lombardia (Bergamo). La donna è stata estradata verso la Svizzera alla metà di aprile e rimessa in libertà dopo due settimane. L'uomo è stato estradato il 12 maggio.


 


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