I contratti collettivi devono prevalere sui salari minimi cantonali

La proposta viene dalla Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati
BERNA - I contratti collettivi di lavoro (CCL) dichiarati di obbligatorietà generale devono prevalere sui salari minimi cantonali. È quanto propone, allineandosi alla decisione presa dal Consiglio nazionale lo scorso giugno, la Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati (CET-S).
Attualmente, un CCL può essere ampliato solo se non contiene disposizioni contrarie al diritto federale o cantonale. La Camera del popolo si è però espressa a favore di un adeguamento della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL).
Il relativo messaggio era stato adottato dal Consiglio federale - malgrado l'esecutivo stesso fosse contrario al cambiamento - in adempimento a una mozione del consigliere agli Stati Erich Ettlin (OW/Centro), approvata dal Parlamento nel 2022. Ora, anche la CET-S si dice concorde con la novità e raccomanda alla propria Camera di entrare in materia sul progetto per 10 voti a 3.
I salari minimi sono in vigore a Ginevra, Neuchâtel, Giura, Basilea Città e in Ticino. La riforma non riguarda direttamente quest'ultimo, dove il salario minimo già ora non si applica laddove i contratti collettivi con clausola di valenza generale fissano stipendi più bassi.
La priorità dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale è importante per contrastare la progressiva frammentazione delle condizioni di lavoro e proteggere il partenariato sociale dall'erosione, si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari. Allo stesso tempo, i cantoni che già applicano un salario minimo che prevale su quelli previsti nei CCL - Ginevra e Neuchâtel - dovrebbero poter mantenere il loro regime attuale.
Una nuova disposizione dovrebbe escludere che gli stipendi possano essere ridotti a un livello inferiore al salario minimo attualmente in vigore. Precisa la commissione. La CET-S respinge, per contro, l'idea di limitare questa clausola di salvaguardia alla durata di validità del contratto collettivo di lavoro, preferendo limitarla al massimo a due anni.
Una minoranza della commissione propone invece, per motivi istituzionali, di non entrare in materia sul progetto. Esso non sarebbe compatibile con la Costituzione e interferirebbe con la ripartizione federalista dei compiti tra Confederazione e cantoni.



