Cerca e trova immobili
WEF DI DAVOS

Scorte di sangue, codici nucleari e la "Bestia": Trump torna a Davos

La presenza del presidente degli Stati Uniti al Forum di Davos è un elemento di prestigio, ma anche una sfida in più per chi è responsabile della sicurezza dell’evento.
Imago
Fonte Tages-Anzeiger
Scorte di sangue, codici nucleari e la "Bestia": Trump torna a Davos
La presenza del presidente degli Stati Uniti al Forum di Davos è un elemento di prestigio, ma anche una sfida in più per chi è responsabile della sicurezza dell’evento.

DAVOS - È un ritorno destinato a non passare inosservato. Si parla di scorte di sangue, codici nucleari e di un vero e proprio esercito al seguito. I dettagli della presenza, confermata ieri, del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’edizione 2026 del World Economic Forum (WEF) di Davos restano però avvolti dal massimo riserbo.

I livelli di sicurezza - Un evento che rappresenta senza dubbio un elemento di grande prestigio per l’assemblea internazionale, ma che al tempo stesso comporta un “problema” in più per chi è responsabile della sicurezza dell’incontro.

A garantire l’incolumità del tycoon, tuttavia, saranno soprattutto gli stessi americani. «Il protocollo di sicurezza per le visite di Donald Trump nei Paesi europei è sempre lo stesso», ha spiegato al Tages-Anzeiger l’ex giornalista investigativo ed esperto di servizi segreti Roland Kessler.

Svizzera blindata - Un protocollo studiato nei minimi dettagli. Trump atterrerà, secondo quanto spiegato dal quotidiano d'oltralpe, con l’aereo presidenziale Air Force One, un Boeing 747, in un aeroporto di Zurigo completamente blindato per l’occasione. Il velivolo è dotato dei più sofisticati sistemi di difesa: è in grado di disturbare i radar nemici e di lanciare razzi per deviare la traiettoria dei missili. In poche parole, una vera e propria fortezza volante.

All’interno, il presidente ha a disposizione circa 370 metri quadrati distribuiti su tre livelli, che comprendono una suite presidenziale, una sala conferenze e persino una sala operatoria.

La disposizione per i trasporti - La comitiva sarà inoltre accompagnata da diversi aerei cargo incaricati di trasportare limousine, fuoristrada, elicotteri e personale di sicurezza armato. Secondo la prassi, questi mezzi arrivano nel Paese ospitante alcuni giorni prima per una missione preliminare.

Gli spostamenti interni saranno invece affidati allo Sikorsky: un elicottero lunghi 22 metri, dotato di tecnologia militare simile a quella dell’aereo presidenziale. Durante i trasferimenti, gli elicotteri volano solitamente in formazione di tre, così da rendere meno individuabile la posizione esatta del presidente.

La Bestia - In caso di maltempo, Trump raggiungerà Davos in auto da Zurigo. Un tragitto che, come prevedibile, percorrerà a bordo della sua limousine blindata, soprannominata “The Beast” (la Bestia). Un nome tutt’altro che casuale: si tratta infatti di una Cadillac da nove tonnellate, completamente blindata e dotata di finestrini antiproiettile.

Anche il trasporto su strada prevede una formazione simile a quella adottata nei voli in elicottero. Accanto all’auto del presidente viaggeranno uno o due veicoli identici, diversi SUV neri con unità antiterrorismo, un camion dotato di metal detector e vetture con sistemi di sorveglianza radar.

Mai senza i codici nucleari - È quasi certo che Trump alloggerà all’Hotel Alpengold («Golden Eye»), come già avvenuto durante le sue precedenti visite.

Quando Trump si trova all’estero, inoltre, i codici per l’autorizzazione di un attacco nucleare viaggiano sempre con lui. Sono custoditi in una valigetta chiamata Presidential Emergency Satchel, nota anche come Nuclear Football, che viene portata in ogni momento da un membro dello staff presidenziale.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE