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ZURIGO

«Single? Let’s date!». Così uno zurighese cerca l’amore offline

L'esperta: «Le app di dating generano stress simile a quello del burnout»
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Fonte NZZ
«Single? Let’s date!». Così uno zurighese cerca l’amore offline
L'esperta: «Le app di dating generano stress simile a quello del burnout»

ZURIGO - Manuel Burgener aveva solo 14 anni quando ha scaricato la sua prima app di dating. Dieci anni dopo, stanco di Tinder, ha deciso di provare altro: ha appeso in giro per Zurigo dei manifesti con scritto "Single? Let’s date!", il suo numero di telefono e una foto.

Oggi ha 25 anni, studia e lavora come informatico, ma la frustrazione per le app, come racconta alla NZZ, lo ha segnato. «Tinder è inutile», chiosa. Dopo innumerevoli swipe e appuntamenti inconcludenti, non ne poteva più. Non è il solo: milioni di giovani cancellano i propri profili dalle app di dating, mentre le grandi piattaforme perdono utenti e valore in borsa.

Secondo la psicologa Wera Aretz il fenomeno è collettivo: lo «stress da dating online» può somigliare a un burnout. Servono in media 291 match per arrivare a una relazione, con una probabilità di successo di appena il 5%. La disparità di genere peggiora le cose: il 90% degli iscritti a Tinder è maschile, e un uomo deve swipare 115 volte per ottenere un match, contro circa un terzo per le donne.

Il 25enne racconta di aver investito tempo ed energie nel curare il profilo e nelle prime uscite, spesso con grandi aspettative che poi svanivano: la chimica non scattava, o la persona era diversa da come appariva online. «Ogni volta pensavo: ecco, ci siamo. Poi niente. Alla fine era solo fatica».

Le app, costruite per trattenere gli utenti, non per farli uscire felici, alimentano frustrazione e dipendenza. All’inizio propongono profili accattivanti, poi diventano avare di contatti, spingendo con notifiche, giochi e piccoli premi. «È come una dipendenza», ammette Manuel, che ha cercato distrazioni nello sport per non farsi risucchiare.

Il suo esperimento con i manifesti voleva rompere questa logica: «Su Tinder competi con migliaia di uomini. Sul mio cartellone c’ero solo io». Nonostante l'ironia, l'esperimento è fallito. Ha ricevuto una sola telefonata, senza seguito.

Eppure oggi Manuel una fidanzata ce l’ha, trovata non online ma dal vivo: si sono conosciuti alla Street Parade, ballando con degli amici. Hanno riso, scoperto gusti simili e la scintilla è scattata. Dopo dieci anni di app, l’amore è arrivato nel modo più tradizionale. E lui l’ha annunciato, ovviamente, su TikTok: «Ciao, sono Manuel. E non sono più single».

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