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IL PUNTODopo il Bürgenstock... cosa resta?

16.06.24 - 18:40
La Conferenza di pace ha prodotto un "comunicato congiunto" (non firmato da tutti) e posto le basi per un prossimo vertice: il punto
keystone-sda.ch (MICHAEL BUHOLZER)
Fonte ats
Dopo il Bürgenstock... cosa resta?
La Conferenza di pace ha prodotto un "comunicato congiunto" (non firmato da tutti) e posto le basi per un prossimo vertice: il punto

Un "comunicato congiunto" della maggioranza degli Stati partecipanti, nessuna data e luogo per il prossimo vertice, un forte desiderio di pace e duri commenti da parte della Russia. Sono i punti salienti della Conferenza svoltasi nel week-end sul Bürgenstock. Ecco alcuni dettagli:

Cosa può essere considerato un successo?
La Conferenza ha registrato una grande partecipazione. Circa 160 Paesi e organizzazioni sono stati invitati e un centinaio sono giunti in Svizzera, compresi i principali attori della politica globale come i Paesi del G7. Il desiderio di pace era percepibile e tangibile nelle dichiarazioni formulate degli ospiti.

Durante i due giorni di riunione non si è verificato alcun incidente di rilievo. Gli attacchi di hacker sono passati in gran parte inosservati. Una delle più grandi operazioni di sicurezza della storia recente della Svizzera si insomma è svolta senza problemi.

Cosa non è stato raggiunto?
Gli Stati partecipanti non sono riusciti a raggiungere un accordo unanime su una "dichiarazione finale" e ci si è dovuti accontentare di un "comunicato congiunto", sottoscritto da 84 del centinaio di Stati e organizzazioni partecipanti.

Il documento, lungo poco più di due pagine, condanna la minaccia delle armi nucleari, chiede il ritorno in Ucraina dei bambini deportati in Russia e l'esportazione senza ostacoli del grano ucraino.

Paesi importanti come Brasile, India e Arabia Saudita non hanno firmato il documento. Inoltre, la Cina, un altro attore di peso, era assente al Bürgenstock.

La dichiarazione non contiene inoltre alcuna dichiarazione chiara in merito alla data e al luogo per un prossimo vertice. I firmatari sono invece concordi sul fatto che occorrerà coinvolgere la Russia nelle consultazioni future: "crediamo che l'inclusione e il dialogo tra tutte le parti sia necessario per raggiungere la pace".

Quale bilancio stila la Svizzera?
La presidente della Confederazione Viola Amherd ha detto di essere "convinta che l'evento abbia avuto un buon risultato". "Nel complesso - ha sostenuto - ho ricevuto feedback positivi da tutti i partecipanti, che hanno ringraziato per aver offerto questa piattaforma di dialogo". Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha affermato che la conferenza non sarà dimenticata.

Cosa dice l'Ucraina?
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha considerato un successo il fatto che l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina siano state sottolineate da tutti i partecipanti alla conferenza. Alcuni Stati, come il Canada, hanno inoltre già segnalato la loro disponibilità a ospitare un secondo vertice.

Come commenta la Russia la conferenza?

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato chiari segnali prima e durante la conferenza, sostenendo di non essere favorevole al processo di pace avviato. Ha posto le sue condizioni per i negoziati, tra cui la completa rinuncia dell'Ucraina ai territori unilateralmente annessi alla Russia e che corrispondono a poco più di un quinto del suo territorio.

Cosa succederà ora?
Questo punto è in gran parte oscuro. Ci sono idee diverse sul futuro processo di pace. Cassis è ottimista sul fatto che presto si terrà una seconda conferenza, alla quale dovrebbe essere presente anche la Russia.

Pure Zelensky ha espresso la sua apertura al dialogo con Vladimir Putin, ma a chiare condizioni: la Russia deve ritirarsi dai territori ucraini occupati. Alla luce dell'attuale situazione nella zona di guerra, questo sembra illusorio.

Nel frattempo sono previsti incontri di lavoro con numerosi Paesi di diversi continenti per lavorare a un piano di pace. Ciò avverrà a livello di consiglieri alla sicurezza.

Che ruolo avrà la Svizzera?
Secondo Cassis, il Consiglio federale vuole "discutere con calma" i risultati della Conferenza, anche con la Russia. I colloqui avviati con numerosi Paesi prima del vertice devono essere portati avanti. Si tratta di un processo lungo. Tuttavia, lo slancio attuale deve essere mantenuto, è stato sottolineato.

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