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SVIZZERABlocco ai conti dell'entourage di Yanukovych, il TAF respinge i ricorsi

13.06.24 - 12:29
Persone vicine all'ex-presidente ucraino avevano depositato 100 milioni in Svizzera durante le proteste dell'Euromaidan
IMAGO / Ukrinform
Yanukovych con Putin, in una foto del 2013.
Yanukovych con Putin, in una foto del 2013.
Fonte Tribunale Amministrativo Feder
Blocco ai conti dell'entourage di Yanukovych, il TAF respinge i ricorsi
Persone vicine all'ex-presidente ucraino avevano depositato 100 milioni in Svizzera durante le proteste dell'Euromaidan

Poche settimane dopo l’inizio della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, il Consiglio federale ha bloccato diversi conti di persone vicine all’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych. Questi, erano già stati bloccati fra il 2013 e il 2014.

In una sentenza pubblicata questo giovedì il Tribunale amministrativo federale ha respinto i ricorsi contro tale provvedimento.

Primo “congelamento” con l'Euromaidan - Tra il 2010 e il 2014, durante il mandato dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych, diverse persone appartenenti al suo entourage politico avevano aperto vari conti bancari in Svizzera.

Nell’autunno 2013, il rifiuto di Yanukovych di firmare un accordo di associazione con l’Unione europea aveva scatenato proteste e disordini («Euromaidan»), che nel febbraio 2014 hanno infine portato alla sua destituzione.

In seguito, tanto nell’Unione europea quanto in Svizzera, era stato disposto il blocco preventivo di diversi conti nell’ambito dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale. N

Nel contempo, il nuovo governo ucraino ha avviato vari procedimenti penali nei confronti delle persone interessate, principalmente per i reati di corruzione, abuso di autorità e riciclaggio di denaro.

Un secondo blocco con l'inizio della guerra - In virtù della legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all’estero, dopo l’inizio dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina il Consiglio federale ha bloccato una seconda volta i conti bancari, ma stavolta in vista della confisca a seguito del fallimento dell’assistenza giudiziaria.

Il blocco serve ad assicurare che i valori patrimoniali, pari complessivamente a oltre 100 milioni di franchi, non possano defluire.

In queste due sentenze il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha esaminato le condizioni legali del blocco in vista della confisca. In particolare, ritiene che in ciascuno dei procedimenti in questione e date le circostanze concrete, l’Ucraina non è più in grado di adempiere i requisiti di una procedura di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale.

Le sentenze del TAF riguardano soltanto misure provvisionali. Le questioni di diritto di proprietà non sono state esaminate e rimangono riservate a un’eventuale futura procedura d’azione.

Queste sentenze possono essere impugnate dinanzi al Tribunale federale.

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