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SVIZZERAQuella centrale termoelettrica a benzina che potrebbe salvare il nostro inverno

15.08.22 - 19:15
Si trova ad Argovia, la gestisce una compagnia italiana e ora interessa molto a Sommaruga. Ecco cosa c'è da sapere
20 Minuten/Stefan Lanz
Quella centrale termoelettrica a benzina che potrebbe salvare il nostro inverno
Si trova ad Argovia, la gestisce una compagnia italiana e ora interessa molto a Sommaruga. Ecco cosa c'è da sapere

BERNA - Che ci sia molta preoccupazione per una possibile crisi energetica questo inverno è ormai cosa nota da tempo. Che il Consiglio Federale, nella persona di Simonetta Sommaruga, stia valutando un utilizzo d'emergenza di una centrale termoelettrica a petrolio è invece notizia di questa domenica.

A parlare per prima di un possibile interessamento per la struttura di Birr (AG) è stata infatti la SonntagsZeitung che ha parlato di uno studio in corso da parte di Berna per una sua ipotetica attivazione questo inverno. 

Al momento, sebbene il carburante fossile resti ancora particolarmente caro, il suo approvvigionamento non sarebbe a rischio. Meno certa la situazione relativa all'elettricità, che la Svizzera importa dalle vicine Francia e Germania, che però rischiano di non averne in esubero vista la stretta sul gas operata da Vladimir Putin.

Ma davvero Sommaruga - dopo la lunga crociata sua e della sinistra parlamentare - è pronta a cedere a una fonte così inquinante di energia? I colleghi di 20 Minuten ha provato a capirlo con una serie di domande e risposte.

Innanzitutto parliamo della centrale: dov'è e cos'è?

La principale candidata è una centrale termoelettrica sperimentale di Birr (AG), è di proprietà dell'italiana Ansaldo Energia, e ospita una serie di turbine alimentate a gas, ma che potrebbero essere convertite in modo da funzionare anche con il petrolio.

È una struttura nella quale perlopiù si effettuano test di rodaggio delle turbine ma che ha già dimostrato di essere in grado immettere quantità notevoli di energia nella rete. Per questo Ansaldo si era già mostrata possibilista nei confronti di un uso da parte della Confederazione, mettendosi quindi formalmente a disposizione.

Ok, se al momento funziona con il gas bisognerà convertirla... Quanto potrebbe costare farlo e - soprattutto - siamo ancora in tempo?

Una conversione dal gas al petrolio è possibile e - pare - non dovrebbe essere un procedimento particolarmente complesso. Ma ci sono diversi ostacoli dal punto di vista burocratico. Se si vuole che la centrale sia pronta per l'inverno, è necessario che la Confederazione conceda alcune autorizzazioni e snellimenti per quanto riguarda la procedura.

Parlando di costi, invece, la faccenda si fa più complessa a causa della situazione molto delicata del mercato globale. Secondo molti però le ripercussioni negative sull'economia elvetica in caso di blackout e quote energetiche, potrebbero essere assai più onerose.

Questa centrale potrebbe effettivamente salvare il nostro inverno?

La risposta è sì. Una delle tre turbine, da sola è in grado di produrre più o meno quanto tutta la centrale nucleare di Beznau 1. L'approvvigionamento di petrolio potrà essere effettuato via treno, perché lo stabilimento è connesso alla rete ferroviaria. In loco ci sono poi delle cisterne in grado di stoccare quantità di carburante necessaria per un giorno di funzionamento.

Bene, ma ora parliamo delle cose negative? Tipo: ma inquina? E quanto?

Purtroppo, rispetto alle centrali termoelettriche a gas quelle a petrolio emettono molto più CO2, a parità di energia prodotta. Resta comunque assai meno inquinante delle centrali a carbone in funzione nella vicina Germania. Per i partiti ecologisti è un grosso no, ma per quelli borghesi si tratta di una risorsa che può far comodo in caso ci trovassimo davvero alle strette. 

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