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SVIZZERA«Pronti ad accogliere i profughi ucraini»

03.03.22 - 17:30
Karin Keller-Sutter è favorevole a concedere uno statuto di protezione speciale per chi fugge dalla guerra
keystone
Fonte ats
«Pronti ad accogliere i profughi ucraini»
Karin Keller-Sutter è favorevole a concedere uno statuto di protezione speciale per chi fugge dalla guerra

BERNA - I ministri europei degli interni, riuniti oggi a Bruxelles, hanno raggiunto un'intesa sull'applicazione della direttiva per la protezione temporanea nell'Unione europea (Ue) ai rifugiati che fuggono dalla guerra in Ucraina. Al termine della riunione alla quale ha partecipato la consigliera federale Karin Keller-Sutter, la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha detto di voler chiedere al Consiglio federale di attivare lo statuto di protezione S.

Tale statuto permette l'ammissione rapida di persone che fuggono dall'Ucraina per motivi umanitari e per un periodo limitato di cinque anni. Le persone ammesse possono quindi, per esempio, lavorare e ricevere prestazioni sociali.

Alle autorità di controllo alla frontiera è stata data istruzione di accettare l'ingresso di cittadini ucraini anche se non soddisfano le condizioni (ad esempio il passaporto biometrico), secondo il DFGP. «La posizione della Svizzera è molto chiara: ciò che conta ora è fornire assistenza, rapidamente e pragmaticamente, a tutti i livelli», ha sottolineato Keller-Sutter.

Una questione che ha diviso gli Stati membri dell'Unione europea riguardo alla direttiva Ue sulla protezione temporanea è se di questa dovessero beneficiare anche i cittadini di paesi terzi che sono fuggiti dall'Ucraina o no.

Le persone provenienti da paesi terzi non possono entrare nell'area Schengen, e quindi neanche Svizzera, senza un visto. Gli ucraini, invece, sono autorizzati a rimanere nell'area Schengen senza visto per 90 giorni, purché abbiano un passaporto biometrico. Dopo 90 giorni, avranno bisogno della direttiva di protezione europea o dello statuto di protezione S svizzero.

Contattata da Keystone-ATS, la Segreteria di Stato della migrazione ha sottolineato che sarà il Consiglio federale a decidere chi potrà beneficiare della protezione.

Decisioni pragmatiche - Secondo Keller-Sutter, la direttiva Ue e lo statuto S svizzero sono simili. Il PS e Amnesty International Svizzera criticano il fatto che lo statuto S dia ai rifugiati meno diritti rispetto alla direttiva Ue. Alla domanda su queste differenze - come un divieto di lavoro di tre mesi o l'obbligo di un permesso per viaggiare in altri paesi dell'Ue - la consigliera federale ha sostenuto decisioni pragmatiche.

La responsabile del DFGP ha d'altra parte sottolineato che anche i singoli paesi dell'Ue applicano la direttiva in modo diverso. "Penso che lo statuto di protezione S sia più flessibile", ha detto Keller-Sutter.

La Svizzera vuole partecipare - La consigliera federale ha anche chiarito che la Svizzera vuole partecipare al meccanismo di solidarietà dell'Ue se sarà attivato. Tale meccanismo dell'Unione europea serve a distribuire le persone tra gli stati membri.

Non è ancora chiaro quanti rifugiati vi saranno in Svizzera. Secondo la segretaria di Stato della migrazione Christine Schraner Burgener, che ha accompagnato Keller-Sutter a Bruxelles, ci sono attualmente 11'000 ucraini in Svizzera - compresi quelli con doppia cittadinanza svizzera-ucraina. Sulla base di questo numero, si può calcolare approssimativamente quanti ucraini potrebbero fuggire in Svizzera.

Tuttavia, secondo la consigliera federale, un team di crisi "asilo" è già stato attivato per coordinare l'accoglienza. Se il Consiglio federale decidesse di applicare lo statuto S, dovrebbe anche essere possibile, tra le altre cose, ospitarli in case private.

Keller-Sutter elogia Frontex - In questo contesto, Keller-Sutter ha sottolineato l'importante ruolo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex, soprattutto nella registrazione delle persone che fuggono dall'Ucraina. Secondo la responsabile del DFGP, la Svizzera, che vi partecipa come membro di Schengen, è pronta a sostenere Frontex.

Attualmente la Svizzera beneficia molto di Frontex, per esempio nello scambio di informazioni. Se fossimo esclusi, "sarebbe per me un vero e proprio disastro", ha detto Keller-Sutter, riferendosi alla prossima votazione del 15 maggio.

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