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SVIZZERA
15.12.2021 - 09:190
Aggiornamento : 13:18

I cantoni divisi sulle nuove misure

Telelavoro, 2G o 2G Plus, limiti agli incontri privati: così hanno votato gli Stati federati. La palla passa a Berna

Su una cosa tutti d'accordo: le chiusure parziali sono da evitare. Ma mancano ancora 11 cantoni all'appello

BERNA - I cantoni hanno detto la loro sulle misure anti-Covid proposte dalla Confederazione. Ieri a mezzanotte è scaduto il termine (cinque giorni) della consultazione, e non tutti i cantoni hanno già divulgato il proprio parere. 

Il Ticino lo ha fatto, con un giro d'interviste del presidente del consiglio di Stato Manuele Bertoli e un comunicato stampa. Il governo di Bellinzona ha votato contro la linea dura ventilata dal ministro della salute Alain Berset: niente chiusure per ora, e se la situazione sanitaria dovesse peggiorare, ad abbassare la serranda dovrebbero essere «prima le discoteche e i centri wellness», e solo in extremis i ristoranti. 

Un parere è un parere. Ma se unanime diventa qualcosa di più. Finora tutti e 15 i cantoni di cui è nota la posizione si sono detti contrari al "lockdown-parziale". C'è invece meno accordo su quali misure introdurre in alternativa, riferisce la Srf. 

Basilea Città, Soletta, Argovia, Vaud e Zurigo ad esempio si dicono favorevoli all'introduzione del cosiddetto 2G Plus, ossia ad aggiungere il requisito di un tampone negativo per l'accesso ai locali pubblici (che sarebbe comunque consentito solo a guariti e vaccinati) ad eccezione dei ristoranti. Gli altri cantoni - tra cui il Ticino - sono invece contrari. 

Spaccatura anche sull'obbligo di telelavoro. La maggioranza dei cantoni finora è a favore (Vaud, Neuchâtel, Vallese, Soletta, Basilea Città, Lucerna, Argovia, Obvaldo, Uri e Grigioni) mentre cinque sono contrari (Zurigo, Friburgo, Nidvaldo, Ticino e Basilea Campagna). L'utilizzo del pass nelle riunioni private sopra le 10 persone dovrebbe invece rimanere una raccomandazione, secondo la maggioranza dei cantoni. 

Il cantone più "ribelle" è Basilea Campagna, che è contrario praticamente a tutti gli inasprimenti proposti dal Consiglio federale, tranne le mascherine obbligatorie nelle scuole. «Al momento stiamo assistendo a una diminuzione dell'incidenza e riteniamo che non sia ancora il momento per nuove misure» ha dichiarato alla Srf il consigliere di Stato Thomas Weber (Udc). 

Al polo opposto curiosamente c'è Basilea Città, che sposa per intero la linea del governo. Tra incudine e martello ci sono «i cantoni che hanno fatto i compiti» ha commentato il consigliere di Stato dei Grigioni Marcus Caduff. «Abbiamo la sensazione di essere puniti per colpa di altri, che non hanno adottato le misure necessarie». Il governo di Coira ha approvato solo l'estensione della regola delle 2G «se proprio è necessario inasprire le misure».  Mancano comunque ancora 11 cantoni all'appello. La decisione del governo sarà comunicata venerdì. 

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