La variante Mu è in Svizzera
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ZURIGO
06.09.2021 - 12:340
Aggiornamento : 17:49

La variante Mu è in Svizzera

Registrati i primi casi di infezione con l'ennesima mutazione

Secondo l'OMS, questa forma del virus potrebbe avere proprietà resistenti al vaccino.

ZURIGO - Questa volta arriva dal Sudamerica. E per l'ormai consolidata tradizione che vuole le si affibbi una lettera dell'alfabeto greco, le è toccata la Mu.

In Svizzera, secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica, già venerdì erano stati identificati 34 casi di infezione da B.1.621 (questo il suo identificativo tecnico).

Solo di recente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo in guardia da questa nuova variante: si tratterebbe infatti di una mutazione potenzialmente resistente ai vaccini, segnala la stessa OMS in una comunicazione datata 1 settembre.

Responsabile dell'ondata più letale della Colombia - I primi casi di questa variante Mu, in realtà, si sono registrati in Colombia già nel gennaio 2021. Ora è il ceppo virale predominante nel paese e ha causato l'ondata di infezioni più mortale fino ad oggi in Colombia, ha sottolineato giovedì scorso Marcela Mercado dell'autorità sanitaria locali.

Nonostante l'incidenza di B.1.621 nel Paese sudamericano, Thomas Steffen, medico cantonale di Basilea-Città, non si aspetta una super onda di Mu in Svizzera. Secondo Steffen, la quota globale è dello 0,1 percento. «La Colombia ha ancora un basso tasso di vaccinazione, motivo per cui qualsiasi variante può portare grossi problemi», sottolinea.

Le varianti devono essere controllate - Al momento, ancora una volta, è difficile stimare l'evoluzione di questo ceppo: «Per ora non è possibile valutare in modo definitivo il livello di pericolo», ammette Steffen. «Nei prossimi mesi e anni continueremo a sentir parlare di nuova varianti da tenere d'occhio, ma che hanno bisogno di tempo per essere testate in base alla loro pericolosità». Secondo il medico cantonale, insomma, osservare lo sviluppo delle varianti diventerà un lavoro di routine.

Mu sta sostituendo Delta? «Al momento non ci sono indicazioni al riguardo», rassicura intanto Gregoire Gogniat, portavoce dell'UFSP.

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