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SVIZZERA
28.08.2021 - 19:300
Aggiornamento : 29.08.2021 - 08:06

Genitori e bebè non entrano in acqua se sono vaccinati

Si tratta di una proposta offerta in una località della Svizzera nord-occidentale. La delusione di un giovane padre

Fonte 20 Minuten / Noah Knüsel
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

ZURIGO - Mentre in vari settori si discutono o introducono restrizioni per le persone non vaccinate, in una località della Svizzera nord-occidentale succede l'opposto: A.W.* proponeva corsi di nuoto per bebè soltanto per persone non vaccinate. «Sì, avete letto bene: i corsi di nuoto sono solo per i non vaccinati» si leggeva sul suo sito web.

Una restrizione, questa, che ha infastidito F.E.*, un trentenne residente nella regione e che da alcune settimane è diventato padre. Era interessato a partecipare al corso, ma poi ha visto che era destinato soltanto ai non vaccinati. Un'indicazione che gli è parsa insolita: «Non ci sono svantaggi se possono partecipare sia persone vaccinate che non vaccinate».

Tuttavia, F.E. intende frequentare un corso di nuoto con suo figlio. Ma non ne ha ancora trovato uno nelle vicinanze. La proposta di W. è l'unica in zona: «Peccato che come vaccinato io non possa prendervi parte».

Le condizioni sono cambiate - Dopo essere stata contatta da 20 Minuten, W. ha cancellato l'indicazione dal suo sito web. E afferma che da alcuni giorni aveva comunque intenzione di modificare il testo.

«La mia preoccupazione è che le persone non nuoti per due o tre mesi dopo la vaccinazione» spiega. Il motivo? «Subito dopo la somministrazione del vaccino - sostiene W. - il corpo espelle delle sostanze che poi a mia volta assorbo attraverso l'acqua». La donna si dice molto sensibile alla questione e assicura che si tratta soltanto di protezione personale. Una volta passato il periodo in questione, tutti dovrebbero poter partecipare al suo corso, afferma.

L'avvocato: «Nessuna discriminazione» - «In linea di principio a un privato che offre un corso di nuovo si applica la cosiddetta autonomia privata» afferma l'avvocato Livio Bundi. Un'autonomia che permette di scegliere con chi sottoscrivere un contratto. Il mercato stabilisce poi se un'offerta viene utilizzata o meno.

La situazione è invece diversa quando entra in gioco la norma antirazzismo, che «vieta la discriminazione delle persone sulla base della loro razza etnia, religione od orientamento sessuale» spiega ancora l'avvocato. Non si tratta quindi del caso in questione. Non ci sono nemmeno obblighi di prestazioni richieste dal contratto, come avviene per esempio per una società di trasporto autorizzata «che deve trasportare tutte le persone».

*Nome noto alla redazione

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