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SVIZZERA
02.05.2021 - 12:100
Aggiornamento : 18:04

Farmacisti e medici lanciano il Covid Pass

La presidente di Pharmasuisse: «Aspettare la Confederazione ci potrebbe costare caro»

L'intenzione è di rendere disponibile il certificato entro la fine di questo mese

Vaccinazione

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - La Confederazione ci sta lavorando e intende proporlo entro l'estate. Stiamo parlando del certificato Covid-19, che dovrebbe assicurare tutta una serie di privilegi alle persone vaccinate, guarite o con test negativo. Per queste sarà infatti verosimilmente possibile accedere a grandi eventi, come pure frequentare bar e feste.

Ma mentre le autorità federali stanno valutando due approcci tecnici differenti, c'è chi si dice già pronto (o quasi) a lanciare un Covid Pass. Si tratta di medici e farmacisti, che intendono proporlo entro la fine del mese, come scrive oggi la NZZ am Sonntag.

Secondo Yvonne Gilli, presidente dell'associazione FMH, per la soluzione della Confederazione ci potrebbe volere «ancora troppo tempo». Lo pensa anche Martine Ruggli, presidente di Pharmasuisse: «Aspettare la Confederazione ci potrebbe costare caro».

Ecco quindi che l'associazione FMH e Pharmasuisse si sono messi al lavoro per emettere il proprio Covid Pass al più tardi entro la fine di questo mese. Questo per evitare, in particolare, che non appena il certificato sarà disponibile si vengano a creare delle liste d'attesa. Gilli ricorda, infatti, che ogni giorno in Svizzera vengono vaccinate circa 50'000 persone. Con ogni settimana che passa, diventano quindi sempre di più i cittadini che necessitano ancora di un certificato.

Le due associazioni - lo ricorda ancora il domenicale d'oltre San Gottardo - avevano già proposto la propria soluzione alle autorità federali. Ma erano state escluse. Una decisione, questa, che aveva sorpreso le responsabili: trattandosi di associazioni che forniscono servizi vicini alla popolazione, avrebbero potuto seguire tutta la procedura, dal test e dal vaccino all'emissione del certificato. E questo facendo capo al software che viene già impiegato per la cartella elettronica del paziente.

Fatto sta che ora l'associazione FMH e Pharmasuisse intendono fare sul serio. Il Covid Pass non sarà falsificabile e sarà compatibile con il Digital Green Certificate dell'Unione europea, assicura Gilli.

E anche i Grigioni fanno da sé - Se gli eventi saranno soltanto per persone vaccinate, guarite o con un test negativo, sarà necessario uno strumento per verificare gli accessi. In quest'ambito i Grigioni intendono fare da apripista: nei prossimi giorni sarà testato una piattaforma sviluppata da un'azienda con sede a Coira, come riferisce il SonntagsBlick. Un test che inizialmente avverrà in occasione di sedute di consigli comunali. In seguito anche di eventi, come concerti.

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