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SVIZZERANon è uno “stop” all'accordo quadro, ma servono soluzioni

26.04.21 - 21:27
La Commissione della politica estera invita il Consiglio federale a proseguire i negoziati
Keystone
SVIZZERA
26.04.21 - 21:27
Non è uno “stop” all'accordo quadro, ma servono soluzioni
La Commissione della politica estera invita il Consiglio federale a proseguire i negoziati
Il consigliere federale Ignazio Cassis: «La Svizzera ha fatto importanti compromessi. Ora è necessario un risultato equilibrato».

BERNA - «La Svizzera non firmerà l'accordo quadro se i tre argomenti principali non saranno tutti e tre risolti» (la protezione dei salari, la direttiva dell'Unione europea sulla cittadinanza e gli aiuti di Stato, ndr.). Così si è espresso questa sera, in conferenza stampa, il presidente della Confederazione Guy Parmelin, al termine dell'incontro del Consiglio federale con la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati. «È necessario un risultato equilibrato perché l'accordo sia accettato», ha aggiunto.

Nel pomeriggio la Commissione di politica estera del Consiglio nazionale, con 17 voti contro 8, aveva espresso la volontà di sostenere il Consiglio federale nei suoi sforzi volti a raggiungere un compromesso con Bruxelles. Anche l'omologa Commissione degli Stati ha votato contro l'interruzione dei negoziati, con due voti a favore, 9 contrari e un astenuto.

«L'Unione europea non è pronta a soddisfare le nostre richieste» ha dal canto suo aggiunto il ministro degli Esteri, Ignazio Cassis, titolare del dossier, che ha però pure aggiunto che il Consiglio federale terrà conto della richiesta della Commissione a continuare i negoziati. Inoltre, verrà pure sentito il parere dei Cantoni.

Parmelin ha incontrato l'altro ieri a Bruxelles la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Alla fine delle discussioni, i due hanno riconosciuto che ci sono ancora grandi divergenze tra Berna e Bruxelles

Cassis ha spiegato questa sera che se la Svizzera intende la"libera circolazione delle persone" come la libera circolazione dei lavoratori e delle loro famiglie, per l'UE significa la libera circolazione di tutti i cittadini dell'Unione. «La seconda differenza sta nella diversa interpretazione delle misure del diritto del lavoro». Ma il nostro Paese all'UE «ha presentato proposte concrete».

Dopo aver consultato i Cantoni, il Consiglio federale passerà alla valutazione complessiva.

COMMENTI
 
Tato50 1 anno fa su tio
L'importante che non diventi un"dare precedenza", visto che siamo in ambito di segnali stradali. Altrimenti siamo finiti, quindi meglio mandare tutto a ramengo che non cambia un tubo (lo ha detto Levrat Consigliere agli Stati ancora per poco dopo che la Sommaruga l'ha nominato Direttore della Posta ). Che caso, un Socialista ;-((
Tato50 1 anno fa su tio
Pare che Levrat usa la lingua anche per i francobolli autoadesivi ;-) L'uomo giusto al posto giusto ;-)
M70 1 anno fa su tio
la Svizzera è solo capace di fate compromessi...si ma sempre a suo svantaggio...
Didimon 1 anno fa su tio
La Svizzera cioè voi che la gestite.. Tirate giù le braghe davanti a tutti.. Poi una volta serviti... Vi lamentate... I postriboli aspettano solo persone così...
MrBlack 1 anno fa su tio
Dopo l’invasione dei frontalieri, prepariamoci all’invasione dei mantenuti. Scusate la franchezza e frase poco simpatica, ma è la paura del CF e sarà così se passa la versione UE.
seo56 1 anno fa su tio
🤣🤣🤣🤣🤣🤣
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