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SVIZZERA
08.05.2020 - 10:130
Aggiornamento : 11:36

Gli svizzeri risparmiano sui vestiti

A cosa rinunciamo in tempo di crisi? Il sondaggio di Comparis

ZURIGO - Chi ha paura della crisi economica? Il 28 per cento degli svizzeri, secondo un sondaggio di Comparis.ch. La piattaforma ha intervistato un migliaio di persone in tutte le regioni linguistiche: dall'indagine emerge un maggiore ottimismo, ma la maggior parte degli intervistati è pronta a tagliare i propri consumi, in particolare su vestiti ed elettronica. 

L'effetto Covid sui portafogli insomma continua a farsi sentire. Nel mese di maggio, uno svizzero su quattro si aspetta un ulteriore peggioramento della propria situazione economica rispetto ad aprile: prevede quindi che sarà «tendenzialmente peggiore» o «decisamente peggiore». Colpa delle scarse prospettive di carriera: il 34,8% dei pessimisti spiega che il peggioramento atteso a maggio è dovuto al lavoro ridotto (proprio o del partner).

Arrivano però anche segnali di ottimismo. Rispetto al mese scorso, aumenta la quota di intervistati che si dicono pronti a soddisfare un desiderio a lungo rimandato (22 per cento, ad aprile erano il 16 per cento). «Può darsi che le persone si stiano abituando sempre più alla situazione, oppure si aspettano davvero un miglioramento concreto della loro situazione economica» osserva Michael Kuhn, esperto di consumi e finanze presso Comparis. La quota di ottimisti (che si attendono un miglioramento finanziario) si attesta al 12 per cento, la stessa di aprile. 

Ma dovendo stringere la cinghia, a quali spese rinunceremo per prime? Il 77 per cento degli svizzeri, secondo il sondaggio, si dice pronto a tagliare acquisti inutili e non programmati. Si tratta della percentuale più elevata registrata negli ultimi quattro anni, che a marzo era ancora del 72 per cento. I primi a saltare sarebbero gli acquisti di vestiti e accessori (per il 66 per cento degli intervistati). Seguono i prodotti di elettronica e gadget vari: il 64,3 per cento dichiara di poterne fare facilmente a meno, mentre il mese scorso questa percentuale era solo del 12,4 per cento. 

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