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29.04.2020 - 14:450
Aggiornamento : 17:06

«L'11 maggio torniamo a fare shopping e nei ristoranti»

Per tutta l'estate bisognerà però rinunciare ai grandi eventi. Ecco tutte le novità da Berna

Sommaruga: «La crisi non è ancora finita». Sui mezzi pubblici viene raccomandato l'utilizzo della mascherina. Quasi due miliardi di franchi per l'aviazione

BERNA - In Svizzera un primo passo verso la normalità è stato fatto all'inizio di questa settimana, con la riapertura in particolare di parrucchieri, centri estetici e negozi del fai-da-te. Per la prossima tappa, in programma per l'11 maggio, si parlava invece soltanto delle scuole obbligatorie (anche delle scuole di musica), dei negozi e dei mercati. Ma oggi il Consiglio federale ha deciso un ulteriore allentamento delle misure: da lunedì 11 maggio potranno riaprire anche ristoranti, musei e biblioteche. I trasporti pubblici riprenderanno inoltre a circolare secondo l’orario normale (con la raccomandazione di indossare una mascherina). È quanto viene comunicato in un incontro coi media a Berna.

«I provvedimenti funzionano, la diffusione del virus è rallentata, quindi abbiamo potuto prevedere ulteriori allentamenti» spiega la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, ricordando: «Abbiamo scelto una soluzione intermedia, senza fermare completamente il paese». Ora è necessario imparare a «convivere con il virus», fintanto che non sarà disponibile un vaccino. Da qui un ritorno alla normalità «graduale». Ma restano importanti le norme di comportamento per evitare la diffusione del nuovo coronavirus, sottolinea. Sì, perché - lo ricorda - «la crisi non è ancora finita: non possiamo tornare subito alla normalità. Il Consiglio federale vuole proteggere la salute della popolazione e tenere conto delle esigenze dell'economia».

Sulla base dell'andamento della situazione e di come la popolazione ha rispettato le disposizioni, «abbiamo deciso riaprire un po' più velocemente del previsto» afferma il consigliere federale Alain Berset. Da qui la decisione di permettere alla ristorazione di riprendere l'attività, nel rispetto di condizioni severe. Per il ritorno alla normalità - «una normalità che sarà diversa» - ci vuole comunque «pazienza».

Il consigliere federale Guy Parmelin ricorda che per l'economia è un momento difficile. E che la riapertura è importante per poter ripartire. «Attualmente in Svizzera il 37% degli occupati è in regime di lavoro ridotto, in Ticino e nel Giura addirittura oltre la metà». In questa nuova fase è comunque fondamentale, lo sottolinea anche Parmelin, applicare dei concetti di protezione. Parmelin afferma inoltre: «In cinese “crisi” si scrive con due sillabe: la prima significa “pericolo” e la seconda “opportunità”: concentriamoci sulla seconda».

Due metri tra i tavoli - In una prima fase, spiega Berset, sono ammessi a un tavolo al massimo quattro persone o due genitori accompagnati dai propri figli. Tutti gli ospiti devono essere seduti e tra i diversi gruppi deve essere mantenuta una distanza di due metri o appositi elementi di separazione.

Niente esami scritti - Gli esami scritti di maturità? Non sono necessari, perlomeno quest'anno a causa della pandemia. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale: i licei cantonali possono rinunciare agli esami scritti di maturità. Sarà così possibile per i Cantoni tenere conto delle circostanze determinate dall'emergenza Covid-19. I cantoni sono invitati a prendere una decisione al più presto possibile, dice Parmelin. Per quanto riguarda la maturità professionale federale, gli esami cantonali sono annullati in tutta la Svizzera e sostituiti dai voti scolastici.

Allenamenti in piccoli gruppi - Il Consiglio federale allenta i provvedimenti per contenere la diffusione del nuovo coronavirus anche nel settore dello sport. Dall’11 maggio, nello sport di massa saranno nuovamente possibili gli allenamenti in piccoli gruppi fino a cinque persone, senza contatto fisico e nel rispetto delle regole di distanziamento sociale e d’igiene. Nello sport di punta le limitazioni sono meno severe, ad esempio gli allenamenti potranno svolgersi anche con più di cinque persone. Il Consiglio federale prevede inoltre di autorizzare la ripresa delle partite a porte chiuse nelle leghe con campionati prevalentemente professionistici a partire dall’8 giugno.

Estate senza grandi eventi - Per garantire la certezza nella pianificazione, il Consiglio federale ha inoltre deciso che le grandi manifestazioni con più di 1'000 persone restano vietate fino alla fine di agosto. In questi eventi il rischio di trasmissione è molto elevato e il tracciamento dell’infezione è praticamente impossibile. Inoltre è spesso difficile rispettare le misure d’igiene e le regole del distanziamento sociale. Prima delle vacanze estive, il Consiglio federale rivaluterà la situazione tenendo conto delle strategie degli altri paesi. Il 27 maggio deciderà inoltre da quando saranno nuovamente possibili le manifestazioni con meno di 1'000 persone. «È impressionante quante manifestazioni sono in programma sul territorio elvetico fino ad agosto» afferma Berset.

Entrare in Svizzera - Parallelamente alle fasi di apertura dell’economia, il Consiglio federale intende allentare gradualmente le restrizioni d’entrata in Svizzera emanate per far fronte all’emergenza coronavirus. Dall’11 maggio saranno trattate dapprima le domande depositate prima del 25 marzo da lavoratori provenienti dall’UE/AELS e da Paesi terzi. A partire da questa data sarà inoltre nuovamente possibile il ricongiungimento familiare in Svizzera per i cittadini svizzeri e dell’UE. I controlli alla frontiera saranno per contro mantenuti.

Valutazione dei rischi - La sequenza delle singole fasi di apertura si fonda su un’analisi dei rischi. Il Consiglio federale ha tenuto conto di quanto l’allentamento di un provvedimento espone al pericolo di contagio le persone particolarmente a rischio e di quanto incide sull’aumento dei contatti ravvicinati e dei flussi di persone. Ha inoltre valutato la facilità con cui è possibile adottare misure di protezione e l’impatto sull’economia nazionale.

I successivi passi - L'andamento dell'epidemia dipenderà fortemente da come saranno rispettate anche in futuro le regole di distanziamento sociale. E il Governo federale intende monitorare con attenzione gli effetti degli allentamenti: «Dobbiamo essere molto flessibili - dice Berset - ma vogliamo evitare una politica dello “stop and go”». Le decisioni relativa alla tappa successiva - quella prevista per l'8 giugno - saranno prese nella seduta del prossimo 27 maggio. Il Consiglio federale si chinerà in particolare sul divieto di assembramenti di più di cinque persone, sull’insegnamento presenziale nei licei e nelle scuole universitarie, sulle istituzioni culturali, sugli impianti sportivi, sugli impianti di risalita e sulle funzioni religiose. Il 26 giugno saranno inoltre prese decisioni per la stagione estiva, sempre sulla base dei risultati del monitoraggio.

Il sostegno all'aviazione

Nella seduta odierna, il Consiglio federale ha deciso di sostenere le compagnie aeree Swiss ed Edelweiss mediante garanzie volte a sopperire alla mancanza di liquidità. Per la ripresa del traffico aereo le compagnie dipendono dai servizi delle aziende del settore aeronautico presso gli aeroporti nazionali. Pertanto anche tali aziende devono ricevere un sostegno, qualora necessario, a patto che soddisfino le severe condizioni poste dalla Confederazione. Il Consiglio federale chiede al Parlamento crediti d’impegno per un totale di quasi 1,9 miliardi di franchi. «I soldi devono restare in Svizzera, non possono essere distribuiti dividendi» spiega Sommaruga.

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