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SVIZZERA
16.04.2020 - 15:150
Aggiornamento : 17:09

«Non dimentichiamoci di mantenere le distanze»

Il Consiglio federale ha presentato la strategia d'uscita dal lockdown. Si comincia il prossimo 27 aprile.

Il periodo di transizione prevede attualmente tre tappe. Resta valida la raccomandazione di restare a casa.

BERNA - Il lockdown resta in vigore fino al prossimo 26 aprile. E poi cosa succederà? Si tornerà gradualmente alla normalità, come stabilito oggi dal Consiglio federale: una riapertura in tre tappe, che - lo auspica il Governo federale - deve avvenire in maniera coordinata su tutto il territorio elvetico. Ne parlano in conferenza stampa la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, e i consiglieri federali Alain Berset e Guy Parmelin.

«Le misure adottate stanno funzionando, la diffusione del virus è rallentata: è una buona notizia» esordisce Sommaruga, che annuncia un'altra buona notizia: il graduale allentamento delle misure, a partire dal prossimo 27 aprile. Ma si vuole evitare che la curva dei contagi ricominci a salire, per questo l'invito è di continuare a seguire le indicazioni sulla distanza sociale e sulle norme igieniche. La strategia d'uscita prevede già le prime tre fasi. Questo dà a tutti di avere una prospettiva. «La transizione ha inizio» afferma Berset, che sottolinea: «Se ora possiamo compiere questo passo è perché le misure adottate sono state rispettate. Ma non dimentichiamo di continuare a mantenere le distanze e di rispettare le norme igieniche». Insomma, resta valida la raccomandazione di restare a casa ed evitare spostamenti non essenziali.

Ospedali, fai da te e parrucchieri - La prima tappa riguarda in particolare parrucchieri, saloni per massaggi e di bellezza, che potranno riprendere la loro attività a partire dal prossimo 27 aprile. La riapertura vale anche per i centri del fai da te e di giardinaggio, e per i negozi di fiori. Ma dovranno presentare un convincente concetto per la protezione di personale e dipendenti, spiega Sommaruga. Anche gli ospedali potranno ritornare a effettuare interventi non urgenti. E potranno ricominciare i trattamenti ambulatoriali. Si parla anche di funerali, che saranno aperti alla cerchia familiare (non più alla sola stretta cerchia familiare).

A scuola dall'11 maggio - Se l'andamento della pandemia lo permetterà, a partire dall'11 maggio potranno poi riaprire le scuole obbligatorie e tutti gli altri negozi.

Terza fase dall'8 giugno - All'8 giugno toccherà invece alle scuole post-obbligatorie e alle università, come pure ai musei, agli zoo e alle biblioteche. E a questo punto si parla anche di un graduale allentamento del divieto di assembramenti. «Le prime due tappe saranno messe in atto senza la possibilità di effettuare un vero e proprio monitoraggio, ma poi sarà assolutamente necessario analizzare la situazione e le conseguenze delle riaperture» spiega Berset. Verso la fine di maggio si potrà poi decidere se la terza fase potrà partire davvero il prossimo 8 giugno.

I grandi eventi - Il Consiglio federale intende analizzare a fondo la situazione, in particolare sull'organizzazione dei grandi eventi ancora in programma. E sarà quindi presa una decisione anche su questo tema. «Oggi non è ancora possibile parlare dei mesi estivi». È comunque chiaro che, afferma Berset, i grandi eventi rientreranno in una delle ultime fasi per il ritorno alla normalità. In altri paesi i grandi eventi sono già stati vietati fino alla fine di agosto.

Le mascherine? «Non è proibito indossarle» - Berset parla anche delle mascherine: indossarle o meno? La questione è dibattuta da settimane. Ma il ministro ricorda che le decisioni del Consiglio federale si basano sempre su esperti e studi scientifici. E mantiene la linea secondo cui la mascherina serve agli operatori sanitari e ai malati. Comunque afferma che non è proibito indossarle. E che un obbligo sarà verosimilmente introdotto per le attività che prevedono contatti personali, per esempio i parrucchieri.

L'attestato nonostante il virus - Si parla anche di formazione professionale, che quest'estate in Svizzera si concluderà per circa 75'000 giovani. Giovani che - se disporranno delle competenze richieste - potranno ottenere un attestato federale di capacità o un certificato federale di formazione pratica riconosciuto dal mercato del lavoro, nonostante il coronavirus. Questo grazie all'accordo raggiunto lo scorso 9 aprile dai partner della formazione professionale e oggi adottato dal Consiglio federale. Per il lavoro pratico ogni formazione professionale di base selezionerà un'unica variante realizzabile in tutta la Svizzera, mentre gli esami saranno sostituiti dai voti scolastici.

Venti milioni per la ricerca - Per combattere la crisi del coronavirus in Svizzera, il Consiglio federale ha deciso di puntare anche sulla ricerca e ha lanciato il programma “Covid-19”, che durerà 24 mesi e sarà finanziato con venti milioni di franchi prelevati da fondi esistenti. «In ambito biomedico e clinico - spiega il Governo federale - servono urgentemente studi che permettano d'identificare modalità di trasmissione ed effetti del virus, nonché di mettere a punto trattamenti (misure diagnostiche e terapeutiche) per combatterlo».

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