Keystone
VALLESE
01.12.2017 - 20:570

«Mi scuso ma non mi dimetto»

Il consigliere nazionale Yannick Buttet - accusato per presunte molestie sessuali - aspetta il risultato del procedimento avviato nei suoi confronti. «Non sono un molestatore»

SION - Dopo le rivelazioni sulle presunte molestie del consigliere nazionale Yannick Buttet (PPD/VS) e le richieste di alcune politiche di creare una struttura di sostegno in parlamento, lo stesso vicepresidente democristiano, attualmente sospeso dall'incarico, ha ribadito le scuse per la sua condotta ma, per ora, ha escluso le sue dimissioni.

Alla radio romanda RTS, questa sera Buttet ha ribadito: «Se ho fatto qualcosa di inappropriato mi scuso con le persone interessate», comprese le deputate in parlamento. «Il limite tra un comportamento fuori luogo o un atteggiamento 'pesante' e le molestie è esiguo sottile e dipende da ogni persona» .«È una questione di sensibilità individuale», ha osservato, rifiutando però di essere definito un «molestatore».

Yannick Buttet ha quindi escluso per il momento le sue dimissioni dalle cariche politiche. D'altro canto il vallesano non crede che il suo comportamento abbia portato pregiudizio al partito. «Rimane comunque decisivo il risultato del procedimento avviato nei miei confronti», ha ammesso.

Stando a media romandi, nei confronti di Butter è stata avviata una procedura penale in seguito a fatti avvenuti domenica 19 novembre verso le 2.00 di notte a Sierre (VS). Egli avrebbe molestato una donna, che ha reagito chiamando la polizia e denunciando il politico. Il quarantenne sindaco di Collombey-Muraz (VS) avrebbe suonato una ventina di volte il campanello all'entrata dell'immobile in cui la donna vive con i suoi due bambini. Giunti sul posto, gli agenti della comunale hanno fermato il politico, in evidente stato di ebbrezza, che avrebbe tentato di nascondersi nel giardino. Secondo il quotidiano ginevrino Le Temps, la donna avrebbe avuto una relazione extraconiugale con il consigliere nazionale per un anno e mezzo. Da un anno, dalla fine della loro avventura, Buttet l'avrebbe perseguitata con sms, e-mail e telefonate, talora fino a 50 volte al giorno.

Sempre ai microfoni della RTS, la presidente della Confederazione Doris Leuthard questa sera ha affermato che «se le accuse nei suoi confronti sono corrette, Buttet ha un problema». Questo tipo di comportamento maschile «mi disturba» ed «è inaccettabile per la politica», ha aggiunto la ministra democristiana.
 
 

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