Team Schwaller, è un bronzo dolce-amaro

La Svizzera del curling domina la Norvegia nella finale per il terzo posto. E crescono i rimpianti per quell'unica partita persa in tutto il torneo...
La Svizzera del curling domina la Norvegia nella finale per il terzo posto. E crescono i rimpianti per quell'unica partita persa in tutto il torneo...
MILANO - È strano da dire. Perché una medaglia olimpica è sempre una medaglia olimpica. Ma il bronzo conquistato dalla Svizzera questa sera - dominando in lungo e in largo la Norvegia nella finale per il terzo posto - ha un retrogusto un po' amaro. Sì, perché il Team Schwaller dominatore assoluto della fase di qualificazione - nove (clamorose) vittorie su nove incontri disputati - ieri ha perso la partita che non avrebbe dovuto perdere: la semifinale contro la (forte) Gran Bretagna.
Quell'unica sconfitta - Contro i campioni del mondo in carica la squadra elvetica si è scoperta per la prima volta nel torneo fragile. E ha sbagliato colpi che in precedenza non aveva mai sbagliato.Come nel (complicatissimo) sesto end, con l'ultimo sasso scagliato da Schwarz-Van Berkel che invece di portare i tre punti che avrebbero ipotecato il match alla squadra elvetica (si sarebbe andati sul 7-3) ha regalato il pareggio (4-4) agli scozzesi. Oppure nel decimo, quando invece di concretizzarsi un 2-0 in favore del Team Schwaller, si è realizzato uno 0-2 per i britannici.
Mentale intatto - Insomma, un'unica sconfitta in tutto il torneo che pesa come un macigno. Anzi, come un sasso. E che avrebbe anche potuto avere conseguenze pesanti sul mentale della squadra svizzera. Ma così non è stato. E questa sera Pablo Lachat-Couchepin (il primo), Sven Michel (il secondo), Yannick Schwaller (il terzo e lo skip) e Schwarz-Van Berkel (il quarto) sono tornati a essere i trita-sassi del girone qualificativo. In fiducia. Precisi. Freddi. Intrattabili. E per la Norvegia non c'è stato scampo. Dopo tre end, i nordici erano infatti già sotto per 4-0. E nei successivi quattro i nostri hanno concesso solo un piccolo punticino a Ramsfjell e compagni.
Il finale è stato una vera e propria passerella con i norvegesi - ormai sconfitti - che sono andati a omaggiare la squadra svizzera. Prima con una sorta di "spin-o-rama" dello skip e poi con una deviazione (simpatica) di bastone che ha regalato gli ultimi tre punti al Team Schwaller che ha chiuso con un sontuoso risultato di 9-1.
Il momento (più) sbagliato - Insomma, un torneo praticamente perfetto - 10 vittorie su 11 incontri - "rovinato" da una singola serata (relativamente) storta. Quella nel momento più sbagliato possibile. Un vero peccato. Il bronzo, certo, è sempre un gran risultato. Per di più ai Giochi olimpici. Ma questa squadra avrebbe (probabilmente) meritato un metallo diverso. Più pregiato. Quell'oro che alla Svizzera manca da Nagano 1998, ovvero dalla prima edizione in cui la disciplina era ritornata alle Olimpiadi dopo un'assenza di 74 anni.








