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Dopo un anno di dolore la principessa svizzera del ghiaccio è tornata

Una diagnosi errata e i tanti dubbi: la 19enne Kimmy Repond racconta la fase più difficile della sua carriera e il suo ritorno alle Olimpiadi.
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Dopo un anno di dolore la principessa svizzera del ghiaccio è tornata
Una diagnosi errata e i tanti dubbi: la 19enne Kimmy Repond racconta la fase più difficile della sua carriera e il suo ritorno alle Olimpiadi.
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MILANO - Questa storia avrebbe potuto avere un finale triste. Un finale di lacrime, dolore e sogni infranti. Persino la fine di una (promettente) carriera. Ma così, fortunatamente, non è stato. Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dall'inizio.Kimmy Repond ha iniziato a scrivere la storia nel 2023. Alla sua prima partecipazione ai Campionati Europei di pattinaggio artistico, la allora sedicenne aveva conquistato, un po' a sorpresa, la medaglia di bronzo. Prima svizzera, dall'oro di Sarah Meier nel 2011, a vincere una medaglia in una competizione continentale.In seguito Repond continua a migliorare. È diventata una protagonista sulla scena internazionale. Lo scorso anno, l'attuale diciannovenne ha mancato il podio agli Europei per un soffio, classificandosi quarta. Ma poi la più grande speranza svizzera del pattinaggio artistico è improvvisamente sparita dalla scena, per una ragione ben precisa.

«È stato incredibilmente difficile» - «Tutto è iniziato nel mese di novembre del 2024», spiega la giovane a 20 Minuten. «Il giorno dopo i Mondiali non riuscivo quasi più a saltare. Il dolore era troppo forte. La cosa peggiore era che nessuno riusciva a dirmi esattamente cosa avessi».

La giovane pattinatrice svizzera aveva già avuto infortuni nella sua carriera, ma c'era sempre stata una diagnosi. «Ma questa volta è stato diverso. Nessuno sapeva da cosa derivasse il dolore. Nei primi due mesi pensavo che sarebbe passato da solo».

Ma così non è stato. «Ormai erano passati sette-otto mesi, è la situazione era incredibilmente difficile. Ho anche fatto tre settimane di pausa completa, senza nemmeno scendere sul ghiaccio. Ma appena tornavo ad allenarmi per un giorno, il dolore alla caviglia tornava subito», racconta. La conseguenza: i suoi risultati sono peggiorati. «Mi mancava la routine. Perché quando non ci si allena, i salti si perdono. E questo è stato incredibilmente difficile».

Kimmy racconta poi di quella volta che aveva preso dei farmaci per un forte raffreddore. «Hanno attenuato il dolore», precisa la 19enne. «In allenamento ho pensato che fosse tutto a posto, ma così non era. E il mio piede è diventato come un pallone. In quel momento mi sono chiesta se sarei mai riuscita a saltare ancora».

Repond, piano piano, si è ripresa. Grazie pure a tanto lavoro di fisioterapia. «Ancora oggi non è del tutto chiaro cosa avessi esattamente. È una questione molto complicata». Il peggio, a ogni modo, è ormai alle spalle e la più grande speranza svizzera del pattinaggio artistico è pronta per la sua prima Olimpiade. «Il mio obiettivo - spiega a 20 Minuten - è un piazzamento tra le prime dieci. Una medaglia? «È molto difficile. La concorrenza è troppo forte, ma io sono semplicemente felice di poterci essere». Con le Olimpiadi Repond realizza infatti un sogno. «Sento un po' di nervosismo, ma soprattutto tanto entusiasmo. Dopo questo periodo difficile - conclude - la gioia è ancora più grande».


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