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ANALISI HCAP

L'Ambrì è una nave che affonda (senza nessuno al timone)

Sei sconfitte consecutive e prestazioni sempre più preoccupanti: in Leventina è notte fonda. Basterà l'arrivo di Weibel a far tornare il club a navigare in acque meno tempestose?
Ti-Press
L'Ambrì è una nave che affonda (senza nessuno al timone)
Sei sconfitte consecutive e prestazioni sempre più preoccupanti: in Leventina è notte fonda. Basterà l'arrivo di Weibel a far tornare il club a navigare in acque meno tempestose?
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AMBRÌ - 8 ottobre 2025. La data dello schianto. Violento. Irreparabile. La conferenza stampa come l'iceberg. L'Ambrì come il Titanic. Da quel giorno il natante leventinese inizia a imbarcare acqua. Inizialmente si pensa che la falla possa essere tamponata. Contenuta. Ma così non è. E oggi, dopo sei sconfitte consecutive e prestazioni sempre più preoccupanti, ci si rende conto che i danni provocati da quel giorno sono gravissimi e che la barca sta effettivamente affondando. E non solo a livello sportivo.

Da quel tempestoso 8 ottobre, infatti, il Consiglio d'Amministrazione sparisce letteralmente dai radar. Un silenzio (assordante) che di certo non dà serenità né alla squadra né a uno staff a interim. E allora dopo alcune vittorie che sembrano tenere in linea di galleggiamento la nave, l'acqua ricomincia a entrare dallo squarcio. Sempre più impetuosa. I danni si moltiplicano. E chi ha la possibilità prende la scialuppa e scappa via verso altri lidi.

Intanto la nave, privata dei suoi punti di riferimento dell'ultimo decennio, continua a inabissarsi sempre di più. Il caos, tra acquisti assurdi e rinnovi dalla durata incomprensibile, regna sovrano e si ripercuote sul ghiaccio. Dove suona un'orchestra - a differenza di quella del Titanic - che sembra svuotata di ogni passione. E senza carattere, senza fuoco sacro e senza passione una squadra come l'Ambrì, con limiti evidenti sia in attacco sia (soprattutto) in difesa e stranieri impalpabili, perde la sua ragion d'essere. E le sei sconfitte consecutive - imperdonabili quelle casalinghe contro il fanalino di coda Ajoie, contro un Langnau con soli quattro stranieri e quella contro un Davos reduce da sette partite in otto giorni - ne sono un chiaro segnale.

Dopo qualche altra dichiarazione totalmente sconnessa dalla realtà da parte dello staff («con il Langnau eravamo molto vicini a pareggiare se non addirittura a vincere la partita») e un ultimo pasticcio comunicativo griffato dal CEO, che sabato aveva confidato a MySports «l'arrivo di un nuovo DS entro due settimane», senza però premurarsi di informare l'attuale incaricato, i vertici del club hanno provato a tamponare la falla proprio con l'annuncio del nuovo direttore sportivo.

Presentato come «il primo tassello chiave dentro un disegno più ampio» quello di Lars Weibel è certamente un profilo molto interessante e di primissimo piano. Ma il 51enne riuscirà a riparare la falla e a far tornare il club a navigare in acque meno tempestose? Una domanda di non facile risposta. Anche perché molto dipenderà da quello che accadrà il prossimo 8 febbraio - quattro mesi dopo l'iceberg - durante l'Assemblea Generale che dovrebbe dare un nuovo volto al Consiglio d'Amministrazione e - chissà - magari anche nominare un nuovo timoniere.


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