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LUGANO

«Ho già avuto contatti con due squadre, ma ci vorrà un po' di tempo»

Il difensore Lorenz Kienzle, finito sotto i ferri a inizio aprile, sta recuperando dall’intervento al ginocchio destro.
Imago/archivio
«Ho già avuto contatti con due squadre, ma ci vorrà un po' di tempo»
Il difensore Lorenz Kienzle, finito sotto i ferri a inizio aprile, sta recuperando dall’intervento al ginocchio destro.
Il 33enne lavora ogni giorno con lo staff del Centro dello sport di Ars Medica: «In questi casi bisogna rimboccarsi le maniche. NL a 13 squadre? Contento per la promozione dell'Ajoie. Spero che i tifosi tornino presto alla pista, senza di loro l'hockey è un po' noioso».
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LUGANO - Fermato da un brutto infortunio lo scorso 27 marzo e giunto a naturale scadenza di contratto col Davos, dove ha militato nelle ultime due stagioni, a 33 anni Lorenz Kienzle sta lavorando intensamente per tornare arruolabile e scrivere i pros...

LUGANO - Fermato da un brutto infortunio lo scorso 27 marzo e giunto a naturale scadenza di contratto col Davos, dove ha militato nelle ultime due stagioni, a 33 anni Lorenz Kienzle sta lavorando intensamente per tornare arruolabile e scrivere i prossimi capitoli della sua carriera. L’ex difensore di Lugano (2010-2016) e Ambrì (campionato 2018/19), resta legatissimo al Ticino - dove vive con la sua famiglia - e sta affrontando proprio nel nostro Cantone la riabilitazione dopo l'operazione al crociato.

«All’inizio, quando ho capito che il ginocchio destro era “andato”, è stata dura - interviene Kienzle, operatosi a inizio aprile - Poi, in questi casi, non c’è molto da fare: ci si rimbocca le maniche per tornare più forti di prima e si resta su col morale. Ora mi sto godendo l’estate con la mia famiglia e mi alleno ogni giorno con lo staff del Centro dello sport di Ars Medica, super competente sia a livello di cure fisioterapiche che per la preparazione atletica».

In situazioni di questo tipo, con i tempi di recupero stimati in circa 9 mesi, serve pazienza.
«È difficile prevedere con esattezza quando potrò tornare a giocare. Magari, da sportivo d’élite, potrà volerci un pochino meno. Ora di fatto sono in stand-by; il primo obiettivo è quello di tornare in piena salute. Ho già avuto contatti con due squadre, ma per questo ci vorrà un po’ di tempo».

Insomma un passo alla volta.
«Sì, a stagione in corso vedrò le possibilità che si presenteranno, quali squadre avranno bisogno di un innesto. Magari iniziando anche con un try-out. I miei affetti sono in Ticino, ma non ho problemi a varcare il Gottardo. Ho già avuto esperienze di questo genere facendo avanti e indietro da Davos: so come gestire la situazione. L’obiettivo è comunque quello di rimanere in National League».

Visti i tanti contatti nel mondo dell’hockey ticinese, per Kienzle i Rockets potrebbero rappresentare la giusta “palestra” post-infortunio?
«Non abbiamo ancora preso in considerazione questa possibilità, ma per allenarsi sarebbe sicuramente bello».

Infine uno sguardo al campionato 2021/22. Tredici squadre al via, con l’Ajoie promosso tra le grandi e i turni - giocoforza - ancora più “spezzettati”. Cambierà qualcosa?
«Non credo, in effetti i turni completi erano già diventati merce rarissima. Sono contento per la promozione dell’Ajoie, squadra che può contare su una tifoseria spettacolare. Li ho già affrontati in finale di Coppa Svizzera e so di cosa parlo. I giurassiani saranno un valore aggiunto per la National League. Il tutto nella speranza che, un po’ alla volta, si possa tornare anche alla normalità nelle piste. Senza tifosi giocare a hockey è un po’ noioso».

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