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L'AIL Arena è tutto per il Lugano

AIL Arena, tifosi, campo: il Lugano ha presentato i prossimi, importantissimi, mesi
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L'AIL Arena è tutto per il Lugano
AIL Arena, tifosi, campo: il Lugano ha presentato i prossimi, importantissimi, mesi
Blaser su Behrens: «Credo che non si possa accusare una persona solo perché ha fatto un errore. Non è corretto».
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LUGANO - La corsa sta per ricominciare. Prima di buttarsi a capofitto su un campionato nel quale reciterà da protagonista, come di consuetudine il Lugano si è raccontato, partendo dal punto fermo di questa stagione. Ovvero la AIL Arena. Lo stadio, che tra pochi mesi sarà pronto per offrire un’esperienza totale ai tifosi come anche ai giocatori «Influenzerà tutti», ha tenuto a sottolineare Martin Blaser, CEO dei bianconeri.

E per questo, nel tempo, si è lavorato costantemente per renderlo scintillante, funzionale e soprattutto “produttivo”. Un investimento da oltre 18 milioni di Joe Mansueto ha permesso di apportare 140 migliorie in tutti i settori e questo ha già cominciato a dare qualche frutto. Si è, per esempio, allestita una zona vip da 354 posti, 349 dei quali già venduti, si è pensato e realizzato un tunnel che permetterà a chi lo vorrà di seguire i giocatori da vicino prima dell’ingresso in campo… Il supporter è insomma stato messo al centro di tutto. Nonostante, come sottolineato da Mattia Croci-Torti, «Quello che accade sotto lo stadio è speciale e lo sarà ancora di più per chi indosserà la maglia bianconera tra qualche mese. Dobbiamo capire quanto questa fase sia importante e continuare a soffrire un po’ questa situazione delle infrastrutture. Perché quello che accadrà tra cinque mesi sarà veramente bello».

Tifosi e giocatori insieme insomma, la società sta lavorando a un progetto unico, quello riassunto alla perfezione da Mirko Campana, Head of Business Development del FCL: «Rendere il club un modello del calcio svizzero. Fuori e dentro il campo».

Ma i valori tante volte ripetuti come si sposano con il comportamento tenuto da Behrens solo pochi giorni fa?

«Quello che è successo è stato così visibile solo perché accaduto in campo - ha spiegato Blaser - solo per quello se ne parla. E non è una giustificazione. Io credo in ogni caso che non si possa accusare una persona solo perché ha fatto un errore. Non è corretto. Ognuno ha il diritto di sbagliare, poi dipende come si gestisce tutta la situazione».

«Chi fa un gesto come quello di Behrens - gli ha fatto eco Croci-Torti - deve prima di tutto ammettere l’errore, poi accettare le conseguenze e infine chiedere scusa in maniera convinta. Nessuno è contento di quanto capitato ma poi si deve essere uomini ed essere disponibili a perdonare».

Riguarda la conferenza stampa di martedì 13 gennaio

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