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L’OSPITE - ARNO ROSSINIFabregas a Como? Una bomba, ma il campo…

03.08.22 - 07:00
Un grandissimo a due passi dal Ticino, «Ma non basta per vincere»
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Fabregas a Como? Una bomba, ma il campo…
Un grandissimo a due passi dal Ticino, «Ma non basta per vincere»
Arno Rossini: «Per quanto riguarda il marketing, la mossa-Fabregas sembra azzeccata; vincere è però un'altra cosa».

COMO - È nato sulla costa catalana e negli ultimi anni ha giocato a Monte Carlo, quindi non l'ha fatto per il clima. Neppure per la tassazione: in questo caso sarebbe rimasto a casa-Grimaldi o avrebbe scelto una destinazione diversa: qualche chilometro più a nord. Per quale motivo, quindi, Cesc Fabregas ha deciso di allungare la sua carriera giocando nella Serie B italiana? Per quale motivo ha scelto Como?

«Avrebbe sicuramente potuto scegliere una destinazione diversa, ma evidentemente la proposta che gli ha fatto il Como per il post carriera è davvero allettante - ha spiegato Arno Rossini - Credo che a quell'età un calciatore, anche grandissimo, come è stato effettivamente Fabregas, abbia il diritto e il dovere di cominciare a pensare a quello che farà “dopo”».

La proprietà indonesiana - SENT Entertainment, del gruppo Djarum - ha proposto allo spagnolo di diventare azionista della società. Questo però solo tra due anni: fino ad allora a parlare sarà il campo.
«E lì Cesc rischia di fare estremamente fatica. La Serie B italiana è infatti un campionato competitivo, nel quale l'aspetto fisico conta tantissimo e il ritmo è molto alto. Fabregas è stato un campionissimo, ma ora… In carriera, poi, non è mai stato veloce e con il passare del tempo di certo non ha migliorato questo suo “aspetto”. È sempre stato molto tecnico, è vero, e su quello dovrà continuare a puntare: sulle sue doti e qualità. Credo comunque che difficilmente potrà lasciare il segno».

Stiamo parlando di un giocatore capace di vincere tutto con la maglia della sua nazionale. Un giocatore che ha “solo” 35 anni…
«Il valore assoluto del calciatore non si discute. Quello che ha mostrato soprattutto nella prima parte della sua carriera è storia. Il tempo passa tuttavia per tutti. Davanti a sé, ogni weekend, l’iberico troverà degli avversari giovani e affamati che non gli regaleranno nulla. Anzi, proveranno a sfruttare la “vetrina” della sua presenza per mettersi in mostra. Lo picchieranno, lo presseranno, lo faranno sudare: per lasciare il segno dovrà dunque superarsi o comunque almeno tornare a esprimersi ai livelli che ha toccato in passato. Ci riuscirà? Gli serviranno grandi motivazioni».

Il Como è una società storica, tornata a essere ambiziosa.
«La squadra però non mi sembra competitiva per i massimi livelli. Accanto a Fabregas, per esempio, per puntare in alto i lariani dovranno inserire altri giocatori di spessore».

L'ex campione d'Europa e del mondo è comunque da considerare come un valore aggiunto.
«Questo senza dubbio. Riaccenderà l’interesse attorno al club, ne aumenterà la visibilità: anche per questo la proprietà ha deciso di puntare su di lui. Per quanto riguarda il marketing e, in futuro, per l’aspetto manageriale, la mossa-Fabregas sembra quindi davvero azzeccata; vincere sul campo è però un'altra cosa».

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