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Lugano (sempre) in ginocchio davanti alle nobili

Personalità e gioco non mancano; per puntare al podio della classifica il Lugano necessita però di qualità
Lugano (sempre) in ginocchio davanti alle nobili
Lugano (sempre) in ginocchio davanti alle nobili
Ti-press (Samuel Golay)
Lugano (sempre) in ginocchio davanti alle nobili
Personalità e gioco non mancano; per puntare al podio della classifica il Lugano necessita però di qualità
Contro il Basilea il Lugano è stato a lungo padrone del gioco. Non è bastato.
CALCIO: Risultati e classifiche
LUGANO - C'è la prestazione e c'è il risultato. Contro il Basilea, per il Lugano questi non sono stati “convergenti”. Nella sfida che avrebbe potuto valere il sorpasso in classifica, i bianconeri sono partiti meglio, hanno ...

LUGANO - C'è la prestazione e c'è il risultato. Contro il Basilea, per il Lugano questi non sono stati “convergenti”.

Nella sfida che avrebbe potuto valere il sorpasso in classifica, i bianconeri sono partiti meglio, hanno a lungo controllato il gioco, hanno creato ma non concretizzato. I renani si sono invece quasi del tutto limitati a contenere. Sono stati attenti, efficaci, cinici. E hanno vinto. 

Sbagliato? Giusto così: nel calcio, alla fine, conta fare punti. I ragazzi del profeta del gioco Abascal si sono presentati a Cornaredo con la chiara intenzione di non perdere - magari vincere, ma prima di tutto non perdere - e sono tornati a casa con le tasche piene e la (quasi) certezza di poter chiudere l’anno sul podio del campionato.

Il Lugano, che si era rilanciato piegando Servette e Grasshopper, deve prendere il meglio dalla sfida ai renani, deve essere felice per la personalità mostrata, per l’ottimo palleggio e anche per una condizione fisica che sembra migliorare di settimana in settimana. Dovrà ripartire da queste ma, contemporaneamente, capire (e provare a “risolvere”) i problemi avuti da un attacco che spesso non sa graffiare. 

Mettere alle corde il Basilea deve far vedere il bicchiere mezzo pieno al Lugano? La prestazione positiva è sicuramente confortante e fa guardare con ottimismo al prosieguo della stagione. C’è però quella cosuccia che, contro le big campionato, i ticinesi proprio non riescano mai a lasciare il segno. Sono implacabili con tutte le altre avversarie (12 vittorie, 2 pari e 2 sconfitte con le squadre dal quinto al decimo posto della classifica) ma quando di fronte si trovano le nobili si inchinano sempre con troppa facilità. E siccome non giocano mai al risparmio, tanta riverenza si può spiegare in un unico modo: non hanno lo spessore - leggasi sufficiente qualità - per permettersi ambizioni da grandi.

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