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«Che onore, ma piedi per terra»

I due ticinesi fischieranno di nuovo le gare dei Mondiali femminili, in programma a Uppsala.
Tio
«Che onore, ma piedi per terra»
I due ticinesi fischieranno di nuovo le gare dei Mondiali femminili, in programma a Uppsala.
I due fischietti senza confini. In questi giorni saranno impegnati in Svezia: «Un onore, non vediamo l'ora di metterci in gioco».
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MENDRISIO - Una soddisfazione dietro l'altra. Accontentarsi non è nella loro indole. Dal panorama nazionale a quello internazionale, Davide Rampoldi e Christian Crivelli – coppia di arbitri ticinesi di unihockey – ha...

MENDRISIO - Una soddisfazione dietro l'altra. Accontentarsi non è nella loro indole. Dal panorama nazionale a quello internazionale, Davide Rampoldi e Christian Crivelli – coppia di arbitri ticinesi di unihockey – hanno fatto passi da gigante e non hanno nessuna intenzione di fermarsi. Le finali di Coppa Svizzera e le Superfinal femminili sono state fondamentali per ottenere un ulteriore ticket per dirigere la fase finale dei Mondiali che si svolgeranno a Uppsala, in Svezia, dal 27 novembre al 5 dicembre. Al torneo prenderà parte anche la Svizzera, inserita nel Gruppo A con Cechia, Polonia e Lettonia. 

«Siamo pronti», sono state le parole di Rampoldi/Crivelli, i quali nelle scorse settimane hanno ricevuto la bellissima chiamata da parte della Federazione internazionale. Una chiamata che ha riempito di gioia i due fischietti del nostro Cantone: «È un onore, ma vogliamo restare con i piedi per terra – le parole di Davide Rampoldi – Dovremo fare ciò che siamo abituati a fare, trovare la giusta linea cambio dopo cambio e tenerla per 60 minuti». Due anni fa avevano avuto l'onore di dirigere la finalina per il bronzo ai mondiali casalinghi svoltisi in Svizzera: anche in questa edizione la loro speranza è quella di fischiare il maggior numero di gare, senza però porsi obiettivi. 

Arbitrare nei campetti o a un Mondiale? Dall'esterno è sempre la stessa storia... «Il mestiere dell'arbitro non è sempre semplice e molto spesso se ne parla solo quando si commettono degli errori – ha invece dichiarato Christian Crivelli – È il nostro lavoro e dobbiamo convivere anche con essi. Un giocatore viene sovente valutato per i punti che mette a segno, noi al contrario: quando nessuno ci nota è perché abbiamo fatto bene. Cerchiamo di dimenticare rapidamente e pensare solo alla prossima azione».

La velocità dell'unihockey complica il compito di chi è chiamato a dirigere gli incontri: «A volte riguardando i video ci diciamo “Ma perché non lo abbiamo visto?”. Live è però un'altra cosa e spesso in un secondo si è chiamati a prendere una decisione difficile, che potrebbe persino rivelarsi decisiva ai fini di una partita. Noi riteniamo che la fortuna sia data dal fatto che l'unihockey è tra gli sport più veloci e coinvolgenti grazie ai suoi repentini cambi di fronte, di conseguenza i due direttori di gara hanno poco tempo per pensare. È altresì importante aiutare giocatori e staff, attraverso il dialogo, a vendere un prodotto stupendo e appassionante».

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