200 franchi bastano: le frottole degli avversari

Lorenzo Pedrazzini, Canobbio
Non c'è nulla di più odioso di raccontare balle gigantesche a cui poi molti abboccano come boccaloni. Gli avversari dell’iniziativa “200 franchi bastano” descrivono la RSI come indispensabile alla rappresentazione di pluralità sociale e culturale: pazzesco, ma se in tutti i sondaggi il Ticino non è mai rappresentato! Qui non si tratta di salvare la RSI bensì gli interessi dei balivi svizzero tedeschi. Purtroppo negli studi di Comano troppe cose non funzionano, a cominciare da opinionisti a volte nemmeno nostrani pagati più che profumatamente.
Ricordo quando giovinetto ho iniziato a lavorare in banca, ero un impiegato ai piedi della scala stipendi, ma nel mio ruolo ho visto i salari di chi lavorava in televisione: i meno pagati erano gli addetti alle pulizie, e comunque il loro salario era oltre il doppio del mio.
Come si può sostenere il canone più alto al mondo – e anche un canone a 200 franchi resterebbe comunque tra i più elevati d’Europa – tentando di ricattare i cittadini con certi slogan vergognosi? E che dire delle continue pause pubblicitarie, che interrompono anche le trasmissioni in diretta?
Posso comprendere che siano un’esigenza per le emittenti che vivono di pubblicità. Ma non per chi è finanziato con il canone più alto al mondo.
Nella consapevolezza che il Ticino in molte votazioni conta come il due di picche, concludo con un invito: votate come volete, ma fatelo usando l’intelligenza e non come se foste dei tifosi ad una manifestazione sportiva. Da parte mia voterò Sì all’iniziativa “200 franchi bastano”.



