Senza contante non c’è libertà: l'8 marzo votiamo Sì

Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi
Il caso dell’ex colonnello svizzero Jacques Baud, residente a Bruxelles, è emblematico: nel dicembre scorso Baud è stato sanzionato dall’Unione europea con l’accusa di propaganda filorussa. I suoi conti bancari sono stati bloccati. Il tutto senza processo. Non è complottismo. È cronaca.
In questo contesto, il denaro contante assume una valenza che va oltre l’economia: è una difesa contro l’abuso di potere e contro l’eccesso di controllo. I pagamenti elettronici sono comodi, nessuno lo nega, ma rendono tutti ricattabili e monitorabili. Senza contante, guardoni statali e privati possono sapere dove, quando, quanto e come spendiamo.
C’è poi l’aspetto pratico. Quando manca la corrente elettrica, il “progresso” si inceppa. A fine aprile 2025, in Spagna, un blackout ha lasciato al buio gran parte del Paese e con esso sono spariti gli acquisti digitali: niente POS, niente app, niente biglietti elettronici. A Berlino, a inizio gennaio, un incendio doloso appiccato da estremisti di sinistra ad un ponte di cavi elettrici ha lasciato decine di migliaia di abitazioni e di imprese al buio per giorni. Non esiste alcuna garanzia che la corrente - indispensabile per i pagamenti elettronici - sia sempre disponibile.
Eppure, il contante è sotto attacco. Banche e PostFinance smantellano i bancomat “per ragioni di sicurezza”. Varie aziende pubbliche spingono l'utenza verso i pagamenti digitali. Trasporti pubblici, parcheggi e mercatini iniziano a rifiutare monete e banconote. In Ticino presto non si potrà più acquistare biglietti del bus in contanti. A Zurigo, al mercatino natalizio in stazione, gli espositori sono stati inizialmente obbligati al cashless, con tanto di minaccia di multe per chi avesse sgarrato. Solo la reazione dei cittadini ha costretto a fare marcia indietro.
Per questo, il voto dell’8 marzo sull’iniziativa popolare “Il denaro contante è libertà” non è un dettaglio tecnico. L’iniziativa chiede che le banconote restino disponibili in quantità sufficiente, e che un eventuale passaggio a un’altra valuta sia deciso da popolo e Cantoni. Il controprogetto di governo e parlamento va nella stessa direzione ma rimane troppo vago. Occorre pertanto sostenere l'iniziativa.
Votare un Sì convinto significa mandare un segnale chiaro al Paese: il contante non si elimina. Ma non basta assicurare l'esistenza del denaro fisico. Tutti i fornitori di prestazioni devono essere tenuti ad accettare pagamenti in contanti. Sarà la prossima battaglia.
Se non difendiamo questa libertà oggi, domani potrebbe essere troppo tardi.



