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L'OSPITE
23.11.2021 - 07:450

No alla legge covid e alla discriminazione

Kevin Pagnoncini, Giovani UDC Ticino

La legge covid che ci aspetta dal 28 novembre nel caso dovesse passare dalla votazione federale, sarebbe un chiaro inasprimento della libertà rischiando di ricordare anni orsono dove tutto partì in un modo simile e ci ricordiamo tutti come finì. In questi anni si è parlato parecchio di discriminazione di razza di sesso e altri problemi che in Europa in realtà non esistono, mentre per quanto riguarda il vaccino si sta creando due società diverse, discriminando chi non vuole farsi il vaccino.

Ma andiamo nello specifico, cosa voteremo il 28 novembre? Nel caso si votasse sì significherebbe che: si introdurrebbe il pass covid statale, un controllo elettronico di massa della popolazione, si introdurrebbero quarantene solo per persone non vaccinate e inoltre il Consiglio federale riceverà ancora più potere per inasprire altre misure legate al covid. Con questa votazione si avrà il rischio di avere un obbligo indiretto di vaccinarsi e questo comporta discriminazione sia privata sia professionale per chi non può e chi non vuole vaccinarsi. Inoltre, ricordiamo che effettivamente il fatto di chiedere se uno è vaccinato o meno sarebbe una violazione della privacy in quanto sono dati personali sensibili. Ma oltre allo stadio professionale anche i rapporti più confidenziali come l’amicizia rischiano di essere compromessi tra chi si sente protetto al 100% con un vaccino che non ha ancora dimostrato grande efficacia e chi non vuole inocularsi questo siero.

Ma la cosa più brutta è il fatto che anche i bambini nelle loro rispettive scuole vengono messi sotto pressione per farsi il vaccino. Si, avete letto bene “i bambini” questo è molto grave, sempre più ci avviciniamo a un comportamento di 80 anni fa che abbiamo studiato a scuola, bisogna essere molto cauti perché se ci si prende la mano a togliere parte della libertà e dei diritti, si va in una direzione poco raccomandabile.

Parlando invece del lavoro e dell’occupazione, con questo inasprimento si rischia di mettere in crisi altre aziende e di creare più disoccupazione e ovviamente i giovani e chi è vicino alla pensione saranno i più penalizzati e soprattutto in Ticino non dovremmo inasprire la piaga del lavoro che è già dilagante senza la pandemia. In questo caso la discriminazione sarà ancora più eclatante in quanto chi non vorrà vaccinarsi perderà il posto di lavoro al 90%, questo è un altro diritto che si vuole togliere alla popolazione dopo tutti quelli tolti per i vari lockdown (alcuni utili altri futili). Per concludere ricordiamo alla popolazione svizzera di votare un NO categorico a questa nefandezza insensata e andiamo avanti risolvendo altri tipi di problemi molto più importanti al giorno d’oggi come la disoccupazione giovanile e i salari.

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