Incompetenza o complotto mondiale? Partiamo dalla disinformazione

Un contributo di Luca Muschietti
Attualmente vivo nei pressi di Ginevra e sono confrontato quotidianamente con le decisioni del governo francese in materia di covid (un po' come in Ticino si è più sensibili a ciò che succede in Italia).
Vige uno stato confusionale generale sulle evidenze scientifiche emerse dal manifestarsi del virus e le autorità hanno fatto prova di incoerenze e disinformazione al limite del criminale. Basti pensare al discorso sulle mascherine: a un certo punto, ministri del governo francese, durante lo svolgimento delle loro funzioni, hanno affermato pubblicamente che portare delle mascherine era totalmente inutile, per poi affermare il contrario, mostrando incoerenza nei loro propositi e confondendo la popolazione su una delle poche misure efficaci per contenere la propagazione del covid. Il tutto per coprire la mancanza di disponibilità di mascherine, col risultato che ancora oggi ci sono gruppi che ne negano l'efficacia, esasperati ulteriormente dall'accumularsi di altre menzogne (non sempre consapevoli come quelle sulle mascherine) da parte della classe politica. Le ultime uscite sui licenziamenti in caso di mancata vaccinazione sono semplicemente spettacolari (e altrettanto criminali). La situazione è allarmante. Qualcosa si muove dal basso anche se gli “impiegati” che occupano una posizione di rilievo nella piramide sociale stanno perdendo il senno e cominciano a perpetrare atti osceni contro la libertà individuale, mascherandoli come atti necessari e a favore della popolazione.
Questi signori (il presidente Macron in testa se pensiamo sempre alla Francia) hanno la spiacevole tendenza a nutrire aborti aberranti come la disinformazione in nome di un bene superiore chiaro solamente nelle loro zucche prive del sale del buonsenso. Hanno dimenticato che non sono che impiegati senza potere alcuno, se non quello di dover rappresentare il cittadino e i suoi interessi. Sempre. Hanno dimenticato che lo Stato è un'entità morale senza tempo che ha la funzione di prevenire ogni rischio possibile per i suoi cittadini, che sia sanitario, economico, ecologico, ecc. al fine di garantire un benessere stabile e di lunga durata per chi vive sotto la stessa bandiera. Disgraziatamente per questi stolti signori, gli interessi del cittadino trovano una forma ben precisa e inderogabile in statuti come la costituzione e tutte quelle leggi baluardo di una libertà personale che si dilettano a calpestare con uscite e decreti al limite dell'orwelliano (qualcuno ha detto 1984?) e privi di raziocinio, logica e proporzionalità.
Quello che preoccupa maggiormente è che attraverso la disinformazione cercano di costruire un regime del terrore per guidare (forzare?) scelte che devono essere unicamente personali, come quella di decidere della violazione del proprio corpo se sottoposti a un vaccino. Il tutto attraverso un discorso dalla valenza paternalistico-scientifica (poco informata) che dà vieppiù l'impressione di essere volta all'assoggettamento di quei cittadini dei quali si sono portati garanti accettando il loro mandato.
La disinformazione è una malattia che dilaga ovunque ultimamente e purtroppo anche la nostra cara Svizzera ne soffre acutamente. Analizziamo un semplice esempio (neanche il peggiore) per renderci conto del punto di stoltezza nel quale ci troviamo. Quando un Martin Ackermann, presidente della Task Force sanitaria, se ne esce sui media a inizio agosto con sparate del tipo «grazie ai vaccini abbiamo nelle mani la possibilità di porre fine all'epidemia nel giro di due mesi», mi domando come sia possibile mentire così spudoratamente sulla pelle della gente. Il “vaccino” attuale ha come unica evidenza scientifica quella di avere la tendenza ad attenuare, nel caso si contragga il virus, il manifestarsi di complicazioni pericolose. Al limite si possono dunque accettare certe prese di posizione come quelle di Virginie Masserey dell'UFSP sulle restrizioni quando dice, in relazione ai vaccini, che «resta importante non sovraccaricare il sistema sanitario». La strategia vaccinale attuale fine a se stessa e presentata come unica soluzione possibile non inserita in un contesto di misure più complesso resta discutibile e merita di essere trattata e discussa a parte, ma il fatto di sottolineare principalmente che dovrebbe contribuire a ridurre il carico delle ospedalizzazioni ha almeno il merito di non essere una bufala totale visto che riporta quanto garantito dalle case farmaceutiche che hanno creato i vaccini: l'unica garanzia che danno è infatti quella di favorire un decorso meno violento della malattia, soprattutto per le persone a rischio. Nei contratti di vendita dei loro prodotti alle varie nazioni, le case farmaceutiche non si sono mai fatte garanti del fatto che il loro vaccino avrebbe avuto un impatto sensibilmente positivo sul numero di contagi o sulla contagiosità della malattia. La prova, sotto gli occhi di tutti, è che i vaccinati possono ammalarsi e infettare le persone sane proprio come succede tra i non vaccinati. Quello che tengo a denunciare in questa sede è la pura disinformazione allo scopo di imporre con dolcezza decisioni discutibili, attraverso l'instaurazione di paure o speranze infondate, coadiuvate da un regime di terrore anticostituzionale che arriva perfino a stuzzicare lo spettro della minaccia della perdita del lavoro.
Dove ci porterà tutto questo? Non è ora di smetterla di comportarci come pecore e scuotere un po' il pastore prima che ci conduca a passo spedito nelle fauci del lupo che sbrana diritti inalienabili e conquistati a caro prezzo in anni e anni di battaglie storiche?
Non me la sento ancora di schierarmi tra le fila dei complottisti, anche se quello che vedo, a volte, mi tenta di farlo. Ho imparato che sovente la spiegazione più semplice è quella che si avvicina di più alla descrizione della realtà. In questo caso l'unica certezza che gli eventi e le decisioni prese mi palesano è che la parte più alta della piramide sociale, quella classe politica che prende le decisioni in nome dei cittadini e della loro massima preservazione, è popolata da una massa di incompetenti stellari (almeno per la maggior parte). C'è poca coerenza nelle decisioni prese, spesso sorrette da una logica e da conoscenze traballanti veicolate da una disinformazione di massa che mi fa guardare con vergogna al giornalismo attuale. È come se fossimo tutti inoculati da un falso medico che cerca di iniettarci il siero della stupidità. Proteggiamoci con l'unica arma della quale siamo dotati: il nostro cervello! Facciamo in modo che sia ben informato e che sfugga alla trappola del “pecorismo” da due soldi nel quale la disinformazione lo vuole inscatolare.




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