Cristian Mangiacavalli
L'OSPITE
05.02.2021 - 17:440

Un chiaro Sì al divieto di dissimulare il proprio viso!

Cristian Mangiacavalli, Giovani UDC

Il prossimo 7 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi sull’iniziativa popolare per il divieto di dissimulare il proprio viso in luoghi pubblici. Una modifica di legge che porterebbe la Svizzera a vietare qualsiasi forma di copertura della faccia in pubblico, a eccezione, come ben spiegato dagli iniziativisti, dei luoghi di culto, delle usanze locali, o per ragioni mediche o sanitarie, come la situazione che stiamo vivendo adesso con il coronavirus.

Questa iniziativa mira a una maggiore libertà e a una maggiore sicurezza. Il motivo è semplice: sia donne che uomini, quando sono in piazza e in luoghi pubblici, si guardano in faccia quando si parlano. Non dissimulano il proprio viso. Chi è libero e ha a cuore il rispetto per l’uguaglianza di genere non nasconde la sua faccia.

Inoltre, grazie al divieto diremmo basta ai numerosi atti barbarici di vandalismo che portano pericolo e danni per milioni di franchi. A questo proposito vorrei ricordare che nel 2016 il Ticino è stato il primo cantone ad avere il divieto di copertura e velatura. E i risultati si vedono: le autorità ticinesi hanno espresso la loro grande soddisfazione per la messa in atto di questo progetto. Grazie a ciò che si è potuto osservare in questi anni si è arrivati alla conclusione che il divieto è attuabile senza problemi. Perfino i turisti provenienti dai paesi arabi lo accettano e hanno riguardo per questa legge.

Non vorrei mai come giovane ritrovarmi a dover vivere in un Ticino senza più i suoi valori di rispetto, uguaglianza e libertà. È vero, c’è un controprogetto, ma è solo un modo per sviare dal vero problema della perdita d'identità, e che non aiuterebbe la Svizzera a diventare una nazione sicura e attenta alla salvaguardia dei propri cittadini.

Già in altri Stati europei esiste una legge simile che vieta la dissimulazione del viso. Basti pensare a Francia, Belgio, Austria e Italia, dove le sanzioni possono comportare anche un arresto o una multa particolarmente salata.

Questi sono solo alcuni motivi che rendono l’iniziativa essenziale per la salvaguardia della nostra cultura e per la sicurezza dei cittadini svizzeri e del loro spazio pubblico.


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