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FRANCIA

Kassovitz: caduto in moto perché «volevo fare il supereroe»

L'attore ha spiegato le circostanze del grave incidente del 3 settembre
Kassovitz: caduto in moto perché «volevo fare il supereroe»
Depositphotos (tanka_v)
Kassovitz: caduto in moto perché «volevo fare il supereroe»
L'attore ha spiegato le circostanze del grave incidente del 3 settembre
PARIGI - «Sono stato una testa di c...o per 30 anni perché mi costringo a esserlo, mi costringo a prendere le distanze dalla realtà e dalla celebrità... Ho 56 anni» ed è arrivato il momento di smetterla. Lo ha ...

PARIGI - «Sono stato una testa di c...o per 30 anni perché mi costringo a esserlo, mi costringo a prendere le distanze dalla realtà e dalla celebrità... Ho 56 anni» ed è arrivato il momento di smetterla. Lo ha detto Mathieu Kassovitz dal letto d'ospedale nel quale è finito dopo aver avuto un grave incidente motociclistico.

L'attore e regista francese, celebre soprattutto per "L'odio", è caduto domenica 3 settembre mentre affrontava una curva sul circuito di Linas-Montlhéry. La ricostruzione della dinamica del sinistro è molto chiara nella testa di Kassovitz: «Ho avuto un incidente in moto perché amo le moto e ne sono appassionato. Abbiamo avuto una fantastica sessione di guida. Alla fine della giornata, il direttore della scuola ha voluto portare mia figlia a fare un primo giro. Mi ha chiesto di prendere l'iniziativa sul circuito. Nella mia testa, pensavo che avrei interpretato il ruolo del supereroe per mia figlia e ho preso una curva troppo larga e avevo paura di cadere, quindi mi sono raddrizzato e sono andato a schiantarmi contro il guardrail. Per fortuna sono rimasto ferito solo alle gambe», ha aggiunto.

Sempre nel video pubblicato su Instagram Kassovitz spiega che i medici l'avevano preparato alla possibilità di un'amputazione parziale della gamba. Eventualità che, per sua fortuna, non si è verificata. «Sono stato molto fortunato. Hanno inserito un'asta di titanio. È incredibile quello che succede negli ospedali francesi. Ti prendono per mano e si prendono cura di te. Sono pagati pochissimo per quello che fanno. Ma è motivo di orgoglio francese. Sappiamo perché paghiamo le tasse», conclude il 56enne.

 
 
 
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