"Goliath" ai saluti finali: la quarta stagione convince
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11.10.2021 - 06:300

"Goliath" ai saluti finali: la quarta stagione convince

Il rivale di Billy McBride e soci è, questa volta, l'industria degli oppioidi

LOS ANGELES - Recentemente Amazon Prime Video ha reso disponibile la quarta e ultima stagione di "Goliath", serie con Billy Bob Thornton che ha debuttato sulla piattaforma nel 2016. 

Al centro dell'azione c'è sempre l'avvocato Billy McBride (ovviamente Thornton), che deve confrontarsi con la ricchissima e priva di scrupoli industria degli oppioidi. Non solo i produttori, ma anche chi si occupa di distribuzione e vendita.Si tratta dell'ennesimo Golia che il legale dai metodi poco ortodossi e la sua socia Patty Solis-Papagian (Nina Arianda) devono affrontare, in una escalation d'insidie, trabocchetti e tradimenti. Billy è alle prese con il dolore cronico, conseguenza di quanto gli è accaduto nella terza stagione (niente spoiler, tranquilli), mentre Patty - dopo essere stata assunta in un prestigioso studio di San Francisco, dove è ambientata l'azione - deve fare i conti con il sentirsi usata e non presa in considerazione per le proprie qualità.

La quarta stagione di "Goliath" affronta i temi dell'onestà, della lealtà, del senso di giustizia e di come il denaro (molto denaro, qui si parla di miliardi) possa essere usato per avvelenare tutti questi principi.

Il cast è ricco: oltre agli interpreti ricorrenti (Tania Raymonde che interpreta l'investigatrice Britney, Diana Hopper nel ruolo di Denise McBride) ci sono nomi del calibro di Jena Malone, Bruce Dern e J.K. Simmons. Oltre che William Hurt nel ruolo di Donald Cooperman, il sinistro ex socio di Billy McBride.

Anche la tematica è molto attuali: la crisi degli oppioidi è un problema endemico negli Stati Uniti e che si è aggravato nel corso della pandemia di coronavirus.

Si può dire che la quarta stagione di "Goliath" sia tornata grossomodo alle origini: un legal thriller intenso e tirato, costruito molto sulle interpretazioni degli attori - generalmente buone, se non ottime - che soddisferà pienamente le attese di chi ama gli show ambientati nei tribunali statunitensi. Rispetto alle due stagioni centrali sono stati limitati di molto gli aspetti grotteschi e paranormali, che finivano un po' con il disturbare l'andamento della vicenda. Restano le varie parentesi oniriche di Billy McBride, durante le sue notti piene di incubi e ricche di citazioni del cinema classico - da "Mezzogiorno di fuoco" a Hitchcock. 

Vedere la conclusione di una serie di buona qualità è sempre un po' un peccato, ma vederla finire meglio di quanto ci si aspettava è una consolazione.

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