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CANTONE/STATI UNITIUn team ticinese verso gli USA, la storia di successo di SmileBots

19.04.22 - 09:30
I giovani appassionati di robotica sono stati selezionati per le finali mondiali negli Stati Uniti
SmileBots
CANTONE/STATI UNITI
19.04.22 - 09:30
Un team ticinese verso gli USA, la storia di successo di SmileBots
I giovani appassionati di robotica sono stati selezionati per le finali mondiali negli Stati Uniti
Dal Ticino a Houston, per confrontarsi con le altre squadre migliori al mondo. Per sostenere i costi del viaggio, è stato lanciato un crowdfunding

LUGANO/HOUSTON - Un gruppo di ragazzi ticinesi, uniti in una squadra con una passione comune, è diretta verso un sogno chiamato Houston.

Si tratta dei giovanissimi appassionati di robotica della Smilebots, tra i migliori team a livello svizzero, ma anche internazionale. In cosa? Nella realizzazione di robot utilizzando esclusivamente i mattoncini LEGO (oltre a motori e sensori vari). I robot devono poi, nelle competizioni, svolgere determinare attività alla perfezione.

Grazie ai suoi successi su suolo elvetico, la squadra ticinese è ora stata selezionata per partecipare ad una finale mondiale, a Houston, dove cercherà di fare del suo meglio in una sfida che si preannuncia difficilissima. Per sostenere i costi del viaggio e dell'avventura, il gruppo ha anche lanciato un crowdfunding.

Ne abbiamo parlato con l'ingegnere gestionale Corrado Corsale, uno dei coach della squadra.

Cos’è la Smilebots? 
«Smilebots è il nome di una squadra di ragazzi appassionati di robotica che da 8 anni partecipa alla competizione internazionale First Lego League. In questi 8 anni abbiamo inanellato diversi successi, tra cui 8 titoli regionali, 2 titoli nazionali svizzeri, 2 partecipazioni alle finali europee e due partecipazioni alle finali mondiali, la prima nel 2019 a Detroit, dove abbiamo ottenuto un 12esimo posto su 120 squadre finaliste provenienti da tutto il mondo, classificate tra 40'000 squadre partecipanti alla manifestazione e, la seconda quest'anno, che si svolgerà a Houston».

Come funzionano le gare?
«La competizione a cui partecipiamo è una competizione internazionale di robotica organizzata dalla FIRST (acronimo di For Inspiration and Recognition of Scienze and Technology) che è riservata a ragazzi tra gli 11 e i 20 anni in tre categorie. La categoria a cui partecipiamo noi è riservata a ragazzi tra gli 11 e i 17 anni e si chiama First Lego League. Nella nostra categoria, i robot che costruiamo devono utilizzare esclusivamente pezzi LEGO, integrati pero' da motori, sensori, microcontroller e vengono programmati per far si' che il robot svolga determinate missioni. La competizione è articolata su 3 prove che mirano a valorizzare e far accrescere nei ragazzi, competenze tecniche e in particolare di meccanica e programmazione».

Tu di cosa ti occupi e come sei arrivato a questo mondo?
«Io sono un ingegnere gestionale e mi occupo di information technology. Da sempre appassionato delle tecnologie, ho cominciato a seguire mio figlio che si cimentava con la robotica Lego, e da qui, giocando, è arrivata la scoperta di questo tipo di competizioni. In seguito è arrivata la formazione di una squadra di un gruppo di ragazzini con gli stessi interessi, che anno dopo anno divertendosi hanno accresciuto le loro competenze, gara dopo gara».

La pandemia ha avuto un impatto sulle vostre attività?
«Sì, ha avuto un impatto devastante, in particolare nel primo anno. Nel 2020 ci eravamo qualificati nuovamente, per il secondo anno consecutivo, ai mondiali statunitensi che si sarebbero dovuti disputare nel mese di Aprile, ma che sono stati annullati a poche settimane dalla nostra partenza a causa della pandemia. Ed è stato un vero peccato perché i ragazzi erano preparatissimi e si erano impegnati tanto. Lo scorso anno poi tutte le gare si sono svolte in modo virtuale, cosa che ha impoverito molto lo spirito che caratterizzava la competizione, basato soprattutto sul confronto e sull'incontro con le altre squadre. Senza contare la mancanza del pubblico, che invece era presente gli altri anni a fare il tifo. Insomma è stato tutto molto meno coinvolgente e stimolante, ma nonostante questo, i ragazzi non hanno mollato e hanno trovato il modo di continuare e raggiungere ottimi risultati».

Houston si avvicina. Come vi sentite? Cosa pensano i ragazzi?
«È un'esperienza davvero entusiasmante per i ragazzi, che già alcuni di loro, i veterani della squadra, hanno avuto modo di fare nel 2019 a Detroit. Ci stiamo preparando, cercando di curare i minimi dettagli e di non tralasciare nulla, in una gara che si preannuncia difficilissima. I ragazzi sono contentissimi e sono impazienti di far vedere il frutto di tutti questi mesi di lavoro; la preparazione infatti inizia ogni anno ai primi di agosto con una cadenza settimanale e sono quindi tantissime le ore che i ragazzi hanno speso per la preparazione».

Come fa un ragazzo interessato ad unirsi alla vostra squadra?
«Ormai da 4 anni Smilebots è una squadra che fa parte di Ated4Kids. In questi anni, con Ated4Kids abbiamo organizzato diversi corsi per far avvicinare i ragazzi a questa competizione e siamo arrivati a mettere su fino a 4 squadre che hanno gareggiato nella stessa categoria. Quindi se un ragazzo ha voglia di avvicinarsi a questo mondo, basta contattare Ated4Kids e troverà sicuramente qualcosa di suo interesse».

Come vi si può sostenere?
«Abbiamo aperto un crowfunding su eroilocali.ch (di Raiffeisen), oppure ci si può rivolgere ad Ated4Kids, per sostenere le nostre iniziative e la nostra avventura».

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