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SVIZZERAUn buon primo semestre per la Borsa svizzera

24.06.24 - 14:30
Nel mese di maggio c'è stata una corsa ai titoli tecnologici, in particolare di realtà associabili all'intelligenza artificiale
Depositphotos (photogearch)
Fonte Ats Awp
Un buon primo semestre per la Borsa svizzera
Nel mese di maggio c'è stata una corsa ai titoli tecnologici, in particolare di realtà associabili all'intelligenza artificiale

ZURIGO - Se l'anno borsistico dovesse terminare ora, la maggioranza degli investitori potrebbe ritenersi soddisfatto dell'andamento. Il guadagno di circa il 10% è in effetti sopra la media pluriennale. Nonostante questo, la situazione non è tutta rose e fiori.

Concretamente, l'indice dei titoli guida elvetici SMI fino alla fine della scorsa settimana aveva guadagnato quasi l'8% a 12'000 punti. Se si calcolano anche i dividendi, l'incremento arriva all'11%. Lo SMI tiene insomma il passo del cugino tedesco DAX (+8,4%).

Meglio ancora fanno però gli indici statunitensi Nasdaq ed S&P 500, che salgono rispettivamente del 18 e del 15%.

I motivi per le buone prestazioni sono diversi. Da un lato è passato lo spavento legato all'inflazione, con un conseguente movimento nei tassi, che hanno fatto da carburante per i corsi borsistici. Inoltre è cresciuta la speranza di un miglioramento della congiuntura in Europa.

Intelligenza artificiale - Nel mese di maggio c'è stata una corsa ai titoli tecnologici, in particolare di realtà associabili all'intelligenza artificiale (IA). Il settore ha portato a veri e propri record, in particolare negli Stati Uniti.

I movimenti borsistici di società come Nvidia, Apple e Microsoft hanno raggiunto livelli ancora più alti. Proprio il produttore di chip IA Nvidia vale da solo più di tremila miliardi di dollari, pari a circa 3,5 volte il PIL della Svizzera.

A livello di SMI non si può competere con tali cifre, anche perché il mercato è dominato dai cosiddetti titoli difensivi di peso, quali i farmaceutici Novartis e Roche e il gigante del settore alimentare Nestlé.

Incertezze politiche - In fin dei conti è però impossibile dire già ora se a fine anno si avranno effettivamente dei guadagni. All'orizzonte ci sono in effetti diverse incertezze politiche. In Francia ad esempio si voterà per un nuovo parlamento il 30 giugno e il 7 luglio, dopo lo schiaffo ricevuto dal presidente Emmanuel Macron alle recenti europee.

Il timore degli investitori è una sconfitta dei Macron e un futuro comportamento più incosciente da parte della Francia per quel che riguarda i debiti. Un segnale in questo senso è l'aumento di valore del franco rispetto all'euro.

Lentamente ci avviciniamo anche all'importante elezione presidenziale americana, prevista in novembre. A dipendenza del risultato, si potrebbero profilare nuovi problemi geopolitici ed economici.

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