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GERMANIA
13.12.2019 - 06:000

Zalando & co.: proposta una tassa sui resi gratuiti

Oggi i clienti ordinano, provano a casa e rispediscono quello che non va. Un problema, anche per l'ambiente. Un'équipe di ricercatori tedeschi suggerisce delle contromisure

BAMBERGA - Ogni anno gli svizzeri rispediscono a Zalando circa 10 milioni di pacchi, provocando l’emissione nell’atmosfera di 9mila tonnellate di anidride carbonica aggiuntiva a causa del trasporto. In Germania, i colli rispediti ai portali di vendita online ammontano a 280 milioni l’anno, per 238mila tonnellate di CO2 equivalente in più: l’inquinamento provocato in un anno da una città tedesca di 21mila abitanti.

Uno dei motivi per cui i resi sono tanto amati sta nel fatto che, di norma, non comportano alcuna spesa per l’acquirente: la merce si ordina, si prova comodamente a casa e si rispedisce se non va bene. Per ridurre tale fenomeno, gli economisti dell’Università di Bamberga in Germania propongono ora di introdurre una tassa sui resi, che potrebbe partire anche da soli 2,95 euro a invio (ca. 3,25 franchi).

«Anche una piccola tassa imposta per legge potrebbe essere uno strumento per tenere sotto controllo i resi e i loro effetti negativi», spiega il direttore del gruppo di ricerca dell’ateneo sulla gestione dei resi, Björn Asdecker. Secondo uno studio condotto dalla sua équipe che ha coinvolto 139 venditori online, anche solo 2,95 euro a pacco restituito permetterebbero di ridurre i resi del 16%. 

La misura, sottolinea il ricercatore, sarebbe particolarmente apprezzata dagli shop online, che al momento non osano addebitare spese per i resi per non farsi superare dalla concorrenza. «Per motivi strategici i grandi distributori al dettaglio evitano volutamente di applicare delle spese per avere un vantaggio in termini di concorrenza - afferma Asdecker -. A queste aziende i resi gratis convengono».

L’introduzione di una tassa sui pacchetti rispediti al mittente non è l’unica né la più efficace delle misure proposte dai ricercatori di Bamberga. A loro avviso, sarebbe anche importante sviluppare software sempre più precisi che permettano di dare ai clienti una consulenza personalizzata sulla taglia da scegliere quando si acquista un determinato capo d’abbigliamento, magari con misurazioni automatiche tramite fotografia. Standardizzare maggiormente le taglie sarebbe un altro importante contributo alla limitazione del numero degli indumenti restituiti. Queste due misure insieme permetterebbero una riduzione dei resi del 25%.   

Commenti
 
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sedelin 2 anni fa su tio
questo ragionamento mi é incomprensibile: se pago per la restituzione, a livello di emissioni cosa cambia? é la stessa storia con la tassa sui voli: non é pagando che riduco le emissioni. la soluzione ottimale é quella di boicottare gli acquisti online favorendo il commercio locale.
Fufabi 2 anni fa su tio
@sedelin cambia che tante persone ordinano cose sapendo già che le restituiranno! Esempio: ti piacciono due giacche, le ordini tutte e due e poi decidi quale tenere
Lore62 2 anni fa su tio
@sedelin Hihihi....non hai ancora capito (come molti) che utilizzano il "leitmotiv" del momento per tirar su ancora più soldi?? hihihi...XD
sedelin 2 anni fa su tio
@Fufabi quindi non cambia nulla!
Fufabi 2 anni fa su tio
@sedelin Forse cambia che invece di ordinare due giacche si guardano un po' meglio le foto e si decide direttamente online quale prendere: nessun pacchetto di ritorno!
Equalizer 2 anni fa su tio
Infatti in Svizzera per legge non c'è il diritto di restituzione per un acquisto fatto online, se te lo ricevono è per sola grazia del venditore, quindi l'addebitare spese di ritorno farei anche 10.- franchi non sarebbe sbagliato.
koalaboss 2 anni fa su tio
Esatto! Come dice Andrea Weber . Se compro online me lo tengo.
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