keystone-sda.ch (Antonio Masiello / POOL)
Mario Draghi durante il suo intervento nell'aula del Senato.
ITALIA
17.02.2021 - 23:460
Aggiornamento : 18.02.2021 - 00:12

Draghi incassa la fiducia del Senato

La mozione è stata approvata a larga maggioranza, con 262 voti a favore su 304

Il voto per la fiducia alla Camera è fissato per le 20 di giovedì sera.

ROMA - Buona la prima, per Mario Draghi. Senza grandi sorprese, il Senato italiano ha votato la fiducia al governo del nuovo presidente del Consiglio.

La mozione di fiducia presentata a Palazzo Madama è stata approvata a larga maggioranza dai senatori, con 262 voti favorevoli contro 40 e due astenuti. Tra i voti contrari, oltre a quelli già annunciati del gruppo di Fratelli d'Italia, ce ne sono almeno una quindicina da parte del Movimento 5 Stelle.

Stima «da giustificare»
Nel corso della sua replica in aula, prima delle dichiarazioni di voto, il "premier" Draghi ha ringraziato «per la stima», che, ha precisato, «dovrà essere giustificata e validata nei fatti dall'azione di governo da me presieduto».

Il presidente del Consiglio italiano ha quindi sottolineato che il coinvolgimento di tutte le parti sarà costante nei lavori dell'esecutivo, rassicurando in particolare il parlamento sul fatto che «sarà informato in modo tempestivo sull’impianto del Piano nazionale di ripresa e resilienza».

Domani sarà il turno del voto di fiducia alla Camera. La votazione è prevista per le ore 20.

Commenti
 
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volabas56 8 mesi fa su tio
Signori lo spettacolo è iniziato, si puo' cominciare a ridere.
seo56 8 mesi fa su tio
Ennesima sceneggiata napoletana!!
vulpus 8 mesi fa su tio
Ha ragione ha dichiarare che i buoni intenti dovranno essere confermati. La storia non cambia: quando hanno la garanzia delle cadreghe ( anche in Italia...) tutti concordano. Ma già ora ci sono i distinguo. Come si potrebbe immaginare che le cose cambino se le persone sono le stesse? È cambiato il capitano, ma la ciurma è sempre quella. E per questo alla signora Meloni tanto di cappello, che è stata ferma sulla sua convinzione che sono gli italiani che devono decidere da chi farsi governare, e non dai soliti accordi tra golosi governanti
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