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ITALIAC'è anche Salvini, si allarga la maggioranza per Draghi

06.02.21 - 22:06
Il "premier" italiano incaricato ha concluso il primo giro di consultazioni. Lunedì inizia il secondo
keystone-sda.ch (Cecilia Fabiano)
Fonte ATS ANSA/Chiara Scalise
C'è anche Salvini, si allarga la maggioranza per Draghi
Il "premier" italiano incaricato ha concluso il primo giro di consultazioni. Lunedì inizia il secondo
La squadra di governo e il programma sono ancora da comporre.

ROMA - A settantadue ore dal conferimento dell'incarico di governo, Mario Draghi allarga il perimetro della maggioranza: assicura lealtà il M5s e ci sta, senza porre «veti e condizioni», anche la Lega. La dote del Recovery plan, con oltre 200 miliardi di euro da gestire, è troppo ghiotta per restarne fuori.

L'ex presidente Bce al momento può contare su un sostegno che va oltre la formula Ursula: ma se e come includere il partito di Matteo Salvini non è una carta facile da giocare. I vertici del Pd ribadiscono il proprio appoggio ma sedere accanto all'avversario di sempre fa emergere qualche nervosismo nel partito. Che va sommato allo scetticismo di LeU e alle divisioni che attraversano i 5s.

Consultazione, il secondo giro lunedì
Tutti ora guardano a Draghi e alla sintesi di cui si dovrà fare carico. Terminato il primo giro di consultazioni, lunedì e martedì il premier incaricato si appresta a farne un secondo: lo schema è identico, prima le forze più piccole, poi i partiti più grandi ma i tempi sono meno dilatati. E partirà anche il dialogo con le parti sociali.

Squadra e programma sono tutti da comporre. Draghi ha chiesto «fiducia» ai propri interlocutori, che ora attendono che scopra le carte. Si tratta di capire se l'esecutivo avrà una prevalenza di tecnici, se saranno di area e dunque legati ai partiti, o se entreranno direttamente esponenti delle varie forze politiche. E se il programma avrà un respiro ampio, di legislatura o un orizzonte più ristretto con pochi punti all'ordine del giorno.

Il reddito di cittadinanza «non si tocca»
Grillo, che è sceso a Roma e ha partecipato alle consultazioni per blindare il Movimento, traccia intanto alcune linee. Ambiente e giovani sono i due capisaldi per il fondatore dei 5s, che davanti ai suoi nel corso del vertice alla Camera, invoca addirittura Radio Londra come segno della «resistenza».

Dura un'ora il colloquio con il premier incaricato e quando il capo politico Vito Crimi esce la virata verso il sì è chiara: «Abbiamo ribadito il concetto che quando e se si formerà un nuovo governo noi ci saremo sempre con lealtà». I cinquestelle rivendicano la misura bandiera del reddito di cittadinanza, che sono pronti a difendere a spada tratta. Hanno già chiesto un governo politico e una maggioranza solida, ora sottolineano la necessità di una visione «solidale, ambientalista, europeista».

Grillo che per ragioni di protocollo non parla davanti alle telecamere al termine dell'incontro con Draghi pubblica un post su Fb. Cita Platone e lascia a chi legge la scelta della chiave interpretativa: «Voler accontentare tutti è una via per l'insuccesso», scrive. C'è chi legge queste parole come un messaggio interno, un invito a non rimanere ostaggio delle posizioni anti Draghi. Come quella di Di Battista, che resta contrario e che potrebbe trascinare con sé qualche senatore.

Ma c'è anche chi tra le forze politiche pensa sia un avviso contro un governo di tutti, che includa anche la Lega. Con cui pure il Movimento ha governato, con Conte presidente del Consiglio. Che oggi ha preso parte al vertice pentastellato, scegliendo però la linea del riserbo: «Non guardiamo ai destini personali - dice ai cronisti - guardiamo al bene del Paese».

Salvini «in sintonia» con Draghi
Dopo l'apertura di Forza Italia, arriva dunque anche quella ufficiale di Matteo Salvini. Il leader leghista lo dice chiaramente: ha parlato con tanti imprenditori ma anche con i suoi al partito, e tutti gli hanno chiesto di non restare sugli spalti mentre si gioca la partita del Recovery plan. L'obiettivo è ridisegnare le infrastrutture materiali e immateriali del Paese e i governatori della Lega non vogliono rimanere esclusi.

Salvini sostiene di avere con Draghi un'idea «comune» di Italia e smorza anche le posizioni più antieuropeiste: «Noi siamo in Europa e vogliamo far parte di un governo che difenda a Bruxelles a testa alta anche gli interessi dell'Italia», dice attirandosi il sarcasmo del Pd.

«Primo effetto Draghi. Salvini europeista in 24h», commenta il vicesegretario del Pd Andrea Orlando. Una sintonia, quella con il premier incaricato, che Salvini dice di registrare anche sulla lotta al Covid: c'è la necessità di «tornare a vivere». Una «riflessione fatta da Draghi e da noi condivisa».

COMMENTI
 
pardo54 1 anno fa su tio
Un buffone in perdita di velocità, riesce anche a diventare europeista. Altra banderuola al vento. E Renzi sarà contento: potrà far parte della squadra. Ci sarà da ridere, o meglio da piangere.
seo56 1 anno fa su tio
Classica sceneggiata napoletana
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