Cuba è di nuovo al buio: si lavora per ripristinare l'elettricità

Il governo «si sta preparando» a un possibile attacco statunitense
L'AVANA - Le autorità di Cuba sono al lavoro per il ripristino dell'elettricità sull'isola dopo il secondo blackout nazionale in meno di una settimana, alle prese con una rete elettrica in difficoltà a causa di infrastrutture obsolete e del blocco petrolifero statunitense.
Alcune zone dell'Avana hanno ricominciato ad avere elettricità, all'indomani del momento in cui il ministero dell'Energia aveva segnalato una «disconnessione totale» del sistema elettrico nazionale di Cuba, che ha quasi 10 milioni di abitanti.
Il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío, parlando in un'intervista registrata prima dell'ultimo episodio, ha assicurato che il governo «sta agendo nel modo più proattivo possibile per affrontare la situazione». «Speriamo davvero che il carburante arrivi a Cuba in un modo o nell'altro e che questo boicottaggio imposto dagli Stati Uniti non duri e non possa essere mantenuto indefinitamente», ha dichiarato al programma 'Meet the Press' di Nbc.
Il nuovo blackout si è verificato in un contesto di crescenti pressioni sul governo cubano da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che a gennaio ha imposto di fatto un blocco petrolifero e questa settimana ha ipotizzato di «prendere» l'isola caraibica. E non è un caso che Cuba «si stia preparando» a un possibile attacco dell'esercito statunitense, anche se il suo governo non desidera aggravare i rapporti con gli Stati Uniti e con Donald Trump: lo ha dichiarato il viceministro cubano degli Affari esteri, Carlos Fernández de Cossío, in un'intervista.
«Il nostro esercito è sempre pronto», ha dichiarato Fernández de Cossío sempre alla Nbc. «Di fatto, in questi giorni si sta preparando alla possibilità di un'aggressione militare», ha aggiunto, osservando che «guardando ciò che sta accadendo nel mondo, sarebbe ingenuo non farlo».
«Ma speriamo che ciò non accada. Non vediamo perché dovrebbe accadere, come potrebbe essere giustificato?», ha proseguito l'esponente del governo cubano. «Cuba non desidera un conflitto con gli Stati Uniti. Abbiamo la necessità e il diritto di proteggerci. Ma siamo pronti a sederci a un tavolo e discutere», ha sostenuto.



