«Se ci attaccano colpiremo Israele e basi americane»

Sale a 116 il bilancio delle vittime nelle proteste in Iran; Teheran avverte Washington e Israele.
TEHERAN - L'Iran avverte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che «qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi» nella regione, definendole «obiettivi legittimi»: lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, rivolgendosi ai deputati.
Da parte sua Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate.
Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele.
Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.
Le vittime della protesta - Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran è intanto quasi raddoppiato in poche ore, passando da 65 morti ad almeno 116, secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ong statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana).
Lo riporta Sky News, aggiungendo che sette delle vittime sono minorenni. La maggior parte delle persone è stata uccisa da munizioni vere o da colpi di arma da fuoco a pallini, prevalentemente da distanza ravvicinata, sostiene l'Ong, secondo cui 37 delle vittime sarebbero membri delle forze armate o di sicurezza, mentre una di loro è un pubblico ministero.
L'Hrana ha anche riferito che 2.638 persone sono state arrestate.



