Scontro sull'ultimo video della donna uccisa: «Non ce l'ho con te»

L'ultima frase di Renee Good all'agente di polizia a Minneapolis prima di morire.
WASHINGTON - 'Non ce l'ho con te'. L'ultima frase pronunciata da Renee Good all'agente che l'ha uccisa sparandole tre colpi in faccia suona molto, troppo, simile a quella di George Floyd, 'Non posso respirare'.
Due vite spezzate nella stessa città, Minneapolis, da un eccesso di violenza delle forze dell'ordine. Nel caso della 37enne, madre di tre figli, un agente dell'immigrazione, per l'afroamericano 47enne un poliziotto locale. Situazioni diverse, momenti storici diversi, ma stesso shock negli Stati Uniti per un tragico epilogo che molti ritengono potesse essere evitato.
Le ultime parole di Good sono emerse dopo la pubblicazione di un video ripreso dal cellulare di Jonathan Ross, l'agente che l'ha uccisa. Un filmato di poco più di 30 secondi, si vede la donna in auto con una mano fuori dal finestrino e una sul volante, ben visibili agli agenti che le si sono avvicinati. "Non ce l'ho con te", dice la 37enne sorridente, mentre la moglie Becca Good, poco distante, dice all'agente che sta filmando la loro targa: "Non la cambiamo ogni mattina, siamo americane". "Vuoi prendertela con noi? Vai a mangiare qualcosa ragazzone", incalza. A quel punto si sente un altro agente urlare a Renee: "Esci dalla fottuta macchina" e si vede lei che parte in retromarcia.
Per Jd Vance, che ha ripostato il video pubblicato per la prima volta dal sito conservatore Alpha news, è evidente che la vita di Ross fosse in pericolo. "A molti di voi è stato detto che questo agente delle forze dell'ordine non è stato investito da un'auto e ha assassinato una donna innocente", ha scritto il vice presidente nel post. "La realtà è che la sua vita era in pericolo e ha sparato per legittima difesa". Anche la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha ripubblicato il video affermando che i media "hanno diffamato un agente dell'Ice che si era legittimamente difeso per non essere investito".
Tuttavia, secondo il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ed altri osservatori, se si va avanti con il filmato si vede tutt'altro. Circondata dai tre agenti, tra cui Ross che continua a riprendere con il telefonino la scena, Renee sembra voglia andarsene per "allentare la tensione", come ha spiegato qualche analista. Ed è a quel punto l'agente, che si trovava a fianco dell'auto quindi non avrebbe potuto comunque essere investito, le spara tre colpi a bruciapelo e la uccide.
Come nel caso di Floyd sei anni fa, migliaia di americani hanno deciso di scendere in piazza con lo slogan 'Sono Renee' in omaggio alla donna uccisa in Minnesota. Oltre 1000 manifestazioni, dalle Hawaii al Maine, anche per ricordare il ferimento di due persone a Portland, sempre ad opera dell'Ice. "Vogliamo denunciare un modello di soprusi che ha distrutto famiglie e terrorizzato le nostre comunità", ha dichiarato Leah Greenberg, codirettrice di Indivisible, una delle organizzazioni promotrici del 'Weekend per l'eliminazione dell'Immigration and Customs Enforcement e anche delle manifestazioni anti-Trump 'No Kings'. Fino a oggi le proteste anti-Ice sono rimaste pacifiche, a differenza di quelle del 2020 che sono degenerate in caos e violenze da una parte e dall'altra.



