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ISRAELECome si sopravvive nelle mani di Hamas

28.11.23 - 10:42
I primi racconti degli ostaggi liberati dopo l'estensione della tregua annunciata ieri. Un inferno iniziato lo scorso 7 di ottobre.
AFP
Come si sopravvive nelle mani di Hamas
I primi racconti degli ostaggi liberati dopo l'estensione della tregua annunciata ieri. Un inferno iniziato lo scorso 7 di ottobre.

TEL AVIV - Senza luce, in un tunnel freddo, con poco cibo e medicinali. Dopo la liberazione, avvenuta ieri, di altri 11 ostaggi da parte di Hamas si sono moltiplicate le testimonianze di chi racconta gli orrori che ha subito durante i giorni di prigionia.

«È stata una notte emozionante e complessa allo stesso tempo», ha spiegato ieri il dottor Ram Sagi, del ministero della Sanità. «Gli ostaggi rilasciati hanno incontrato le loro famiglie per la prima volta dal 7 ottobre. Riceveranno in ospedale le cure mediche e psicologiche».

Delle prime ricostruzioni fornite dagli ostaggi, durante le ultime settimane le condizioni erano peggiorate. I pasti, composti prevalentemente di pane arabo, riso e formaggio, sono diminuiti con l'avanzare dell'offensiva militare israeliana nella Striscia. Molti ostaggi hanno subito una grave perdita di peso e sono stati ricoverati subito dopo il rilascio. 

Un'anziana 84enne, liberata ieri, è in pericolo di vita. «È in condizioni critiche a causa della grave mancanza di cure mediche durante la sua prigionia nelle mani di Hamas nelle ultime settimane», ha dichiarato ai giornalisti Shlomi Codish, direttore della struttura ospedaliera. «La sua vita è in pericolo ed è stata trasferita in terapia intensiva, dove speriamo di stabilizzare e migliorare le sue condizioni». 

Il silenzio, oltre alla scarsità di cibo, ha caratterizzato la prigionia degli ostaggi. La piccola Hila, di 12 anni, liberata senza la madre, non ha smesso di sussurrare. Secondo quanto ha raccontato, i terroristi imponevano il silenzio assoluto, non si poteva parlare.

«Alcuni di loro hanno deciso di rimanere più a lungo in ospedale per affrontare l’evento post traumatico», ha spiegato ieri Itai Pessach, direttore dell’ospedale pediatrico Safra dello Sheba Medical Center. «Siamo anche esposti a storie molto difficili, dolorose e complesse sulla prigionia. Nonostante l’apparenza ottimistica, il periodo di prigionia è stato difficile e complesso e ci vorrà tempo perché le ferite si rimarginino».

Dopo l'estensione della tregua, annunciata ieri, si attende ora la liberazione dei prossimi 10 ostaggi verranno invece rilasciati oggi, secondo quanto anticipato da un portavoce del primo ministro Benjamin Netanyahu. «Israele ha ricevuto un'altra lista di ostaggi, dieci ostaggi, che potenzialmente, si spera, saranno rilasciati da Hamas», ha detto il portavoce Tal Heinrich alla Cnn.

 

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