Evia nella morsa delle fiamme: «Non c'erano pompieri, non c'erano mezzi, niente!»
keystone-sda.ch / STF (Petros Karadjias)
Una sfollata raggiunge la terraferma in traghetto da Pfeki
GRECIA
09.08.2021 - 18:200
Aggiornamento : 20:11

Evia nella morsa delle fiamme: «Non c'erano pompieri, non c'erano mezzi, niente!»

Sull'isola di Evia, assediata dalle fiamme, funzionari e abitanti lamentano di essere stati lasciati soli.

I pompieri schierati, provenienti anche dall'estero, sono però centinaia e non mancano i mezzi di spegnimento aerei. A volte, però, non possono semplicemente alzarsi in volo a causa del fumo.

ATENE - È stata «un'altra notte difficile» sul fronte degli incendi in Grecia e in particolare sull'isola di Evia, a 200 chilometri a est della capitale Atene.

I pompieri sono alle prese da una settimana con quello che è il peggiore della dozzina di roghi che devastano il Paese. I villaggi nella parte nord dell'isola sono ancora nella morsa del fuoco, mentre nelle scorse ore i 500 militi schierati (circa 200 provenienti da Romania e Ucraina) hanno cercato d'impedire al fronte dell'incendio di raggiungere la cittadina di Istiaia.

Con l'arrivo del giorno sono ripresi i voli dei 17 aerei ed elicotteri antincendio. Le operazioni sono ostacolate dal fumo denso che limita la visibilità e dal forte vento.

Funzionari locali e residenti, però, lamentano una penuria di militi e mezzi. «Siamo stati piantati completamente in asso. Non c'erano pompieri, non c'erano mezzi, niente!», denuncia parlando con l'agenzia stampa Dpa David Angelou, che soggiornava nel villaggio di Pefki e domenica è stato portato sulla terraferma con un traghetto. «Si poteva sentire il caldo pazzesco, c'era anche molto fumo - continua -. Si poteva vedere il sole, una palla rossa con niente intorno».

Molti abitanti dell'isola hanno fatto il possibile per dare il loro contributo per contenere le fiamme. Nella notte hanno tentato di proteggere diversi villaggi lavorando fianco a fianco di pompieri e volontari. Così, come riporta I Kathimerini, benché alcune case ai margini di località come Artemisio, Gouves e Pefki siano state inghiottite dalle fiamme, i nuclei sono stati risparmiati.

Domenica, il capo della Protezione civile greca, Nikos Chardalias, ha motivato l'assenza di mezzi aerei di spegnimento in cielo lamentata dai residenti di alcune località con le condizioni atmosferiche. Il fumo estremamente intenso che interessava alcune zone ha reso impossibile persino il volo.    

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