«Rapiti in acque internazionali»: in 87 iniziano uno sciopero della fame

Il governo israeliano intanto fa sapere che tutti i 430 attivisti sono in viaggio verso Ashdod «dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari»
TEL AVIV - «Un'altra flottiglia di propaganda è giunta al termine: tutti i 430 attivisti - tra cui quattro cittadini svizzeri - sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari». Lo ha scritto ieri sera il ministero degli esteri israeliano in una nota. «Ancora una volta, questa flottiglia si è rivelata nient'altro che una trovata pubblicitaria al servizio di Hamas. Israele continuerà ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale e non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza», aggiunge la nota.
Da parte sua la Global Sumud Flotilla ha scritto nella notte su Telegram che «per la seconda volta in tre settimane, il più morale degli eserciti ha rapito i nostri compagni dalle acque internazionali. Per protestare contro il loro rapimento illegale e in segno di solidarietà con gli oltre 9'500 ostaggi palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, almeno 87 partecipanti hanno iniziato uno sciopero della fame». «Chiediamo il rilascio di tutti gli ostaggi del regime israeliano - aggiunge - chiedete al vostro governo di condannare questo atto di pirateria».
Tra i fermati ci sono anche quattro attivisti svizzeri. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha chiesto a Israele di rispettare i diritti dei partecipanti, pur precisando di aver precedentemente avvertito i cittadini svizzeri dei rischi e che chi ha deciso di partire ha agito sotto la propria responsabilità. Questa è la terza iniziativa in un anno per forzare il blocco israeliano su Gaza, territorio che soffre di gravi penurie dall'inizio della guerra nell'ottobre 2023.



