Il Comitato del Nobel: «Il vincitore non cambia, anche se il premio viene trasferito»

Una puntualizzazione delle regole, dopo il caso di Maria Corina Machado e Donald Trump
OSLO - «Un vincitore del Premio Nobel per la Pace non può condividere il premio con altri, né trasferirlo una volta annunciato. Un Premio non può mai essere revocato. La decisione è definitiva». Lo precisa in una nota il Comitato del Premio Nobel per la Pace che, senza mai citare né Maria Corina Machado, né Donald Trump, puntualizza le proprie regole.
«Un vincitore riceve due simboli centrali del premio: una medaglia d'oro e un diploma. Indipendentemente da ciò che può accadere alla medaglia, al diploma o al premio in denaro, è e rimane il vincitore originale a essere registrato nella storia come destinatario del premio. Anche se la medaglia o il diploma entrano in possesso di qualcun altro in seguito, ciò non modifica l'identità dell'assegnatario del Premio Nobel per la Pace».
Statement from the Nobel Foundation
— The Nobel Prize (@NobelPrize) January 18, 2026
One of the core missions of the Nobel Foundation is to safeguard the dignity of the Nobel Prizes and their administration. The Foundation upholds Alfred Nobel’s will and its stipulations. It states that the prizes shall be awarded to those who… pic.twitter.com/WIadOBLtpD
Il Comitato - prosegue la nota - «non ritiene che sia suo compito commentare quotidianamente i vincitori del Premio Nobel per la Pace o i processi politici in cui sono impegnati. Un vincitore è libero di conservare, regalare, vendere o donare questi oggetti. Diverse medaglie Nobel sono esposte in musei di tutto il mondo. Diversi premi Nobel hanno anche scelto di regalare o vendere le proprie medaglie».
Tra loro, ricorda il comitato, c'è Kofi Annan che ha donato medaglia e diploma all'Ufficio ONU di Ginevra, dove sono tuttora esposti; il giornalista russo Dmitry Muratov che nel 2022 ha venduto la sua medaglia per 103 milioni di dollari, somma che ha poi versato a un fondo UNICEF dedicato ai bambini ucraini profughi; il norvegese Knut Hamsun, premio Nobel per la Letteratura 1920 che, nel 1943, andò in Germania dove incontrò il ministro della Propaganda, Joseph Goebbels. E una volta tornato in Patria, mandò all'alto dirigente nazista la sua medaglia in segno di riconoscenza per l'incontro.



