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Rodriguez difende Maduro, nuove minacce di Trump a Cuba

In Venezuela la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha preso le distanze da Washington, mentre continuano le proteste dei sostenitori di Maduro contro gli Stati Uniti.
afp
Fonte Benedetta Guerrera (ANSA)
Rodriguez difende Maduro, nuove minacce di Trump a Cuba
In Venezuela la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha preso le distanze da Washington, mentre continuano le proteste dei sostenitori di Maduro contro gli Stati Uniti.

WASHINGTON - Dopo il regime di Nicolas Maduro Donald Trump punta a Cuba. Ad una settimana dalla cattura dell'ex leader venezuelano il tycoon, infatti, ha alzato il livello dello scontro con L'Avana, perfino ironizzando sulla possibilità che il suo segretario di Stato di origini cubane possa un giorno governare sull'isola.

In Venezuela la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha preso le distanze da Washington, mentre continuano le proteste dei sostenitori di Maduro contro gli Stati Uniti. A Caracas si attende con ansia il rilascio di altri prigionieri politici.

Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la promessa della Rodríguez di liberare un "gran numero" di persone è stata finora disattesa. Trump si è detto soddisfatto del gesto d'apertura e distensione del nuovo governo, attribuendosene il merito. "Il Venezuela ha avviato, in modo significativo, il processo di rilascio dei prigionieri politici. Grazie!", ha scritto in un post su Truth Social. "Spero che questi prigionieri si ricorderanno di quanto siano stati fortunati che gli Stati Uniti siano intervenuti e abbiano fatto ciò che andava fatto".

Ma la luna di miele tra Rodriguez e il tycoon potrebbe avere vita breve. In bilico tra la necessità di collaborare con l'America per risollevare l'economia del Paese e il rischio di una guerra civile interna, la figlia di un ex guerrigliero marxista ha dichiarato che in Venezuela "governa il popolo". Una evidente risposta alle affermazioni di Trump che gli Stati Uniti "sono al comando" del paese sudamericano. In un evento trasmesso dal canale statale Venezolana de Televisión la leader ad interim ha poi aggiunto che "a Caracas c'è il governo di Maduro" e che "l'aggressione criminale" di sabato 3 gennaio passerà alla storia come "una grande macchia nelle relazioni" tra il suo Paese e gli Stati Uniti.

Mentre il figlio dell'ex presidente ha fatto sapere che il padre in carcere a Brooklyn "sta bene", Rodríguez ha anche avvertito che "non si riposerà un minuto" finché l'ex leader e la moglie Cilia Flores non torneranno a Caracas. Intanto, il dipartimento di Stato americano ha emanato un'allerta esortando tutti i cittadini Usa in Venezuela a lasciare il Paese "immediatamente" perché la situazione della sicurezza è "instabile". L'allerta in particolare mette in guardia gli americani nel Paese contro le milizie armate paramilitari chiamate "colectivos" che perquisiscono le auto alla ricerca di cittadini Usa o di prove di sostegno a Washington.

Sull'altro fronte aperto da Trump dopo la cattura di Maduro, quello cubano, la tensione continua a salire. "Per molti anni Cuba - ha avvertito il presidente su Thruth - ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio ha fornito 'servizi di sicurezza' agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più!". "Il Venezuela ora ha gli Usa, l'esercito più potente del mondo a proteggerlo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba - zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi", ha incalzato il tycoon. Immediata la reazione dell'Avana con il ministro degli Esteri, Bruno Rodriguez. "Cuba non riceve, né ha mai ricevuto, compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza forniti ad alcun Paese" e "a differenza degli Usa", non ha "un governo che si dedica ad attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Stati".

Rodriguez ha accusato gli Stati Uniti di essere "un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo". Non solo, il governo di Miguel Díaz-Canel ha risposto agli attacchi di Trump con un'esercitazione militare in tutto il territorio dell'isola perché "prepararsi alla difesa è uno sforzo necessario", secondo l'organo ufficiale del Partito Comunista cubano, Granma.

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